Attualità

Lettera aperta di una dipendente della Abramo Customer Care: “Siamo lavoratori , ma prima di tutto siamo vite umane”

Riceviamo e pubblichiamo

“Sono una dipendente Abramo, e a nome di tutti i miei colleghi vorrei sollevare l’attenzione, di chi di competenza , sulla tutela dei lavoratori a seguito delle ultime disposizioni ministeriali .
Da premettere che non c’è nessun colpevole, tanto noi tanto la nostra azienda, ci siamo trovati a dover affrontare questa situazione per la prima volta, pertanto nessuno aveva già pronto un vademecum con descritto il comportamento da adottare in caso di “pandemia” a livello mondiale .
Tante sono le discordanze a cui abbiamo assistito in questi giorni, da parte dei sindacati, che spesso non riusciamo a capire se sono dalla nostra parte o di chissà chi . Abbiamo potuto leggere diverse denunce da parte degli stessi, allarmati e preoccupati per la situazione di noi dipendenti e poi al contempo ci troviamo a dover leggere le relazioni rilasciate ad Abramo sulla correttezza e l’adempienza di tutte le norme di prevenzione per il Covid19 .
Bene! A questo punto vorremmo far presente che è vero che l’azienda ha provveduto a fare la santificazione dei luoghi di lavoro (una volta ), è vero che ha provveduto a mettere a disposizione i diffusori di igienizzanti per le mani , è vero che ha provveduto a sistemarci a scacchiera secondo le normative ed è vero anche che c’è stato il controllo da parte dei NAS che hanno definito l’azienda idonea a proseguire la sua attività .
Dunque, apprezziamo per tutto ciò che è stato fatto, ma forse è arrivato il momento di far sapere che la distanza di sicurezza , tanto proclamata da tutti, è stata e continua ad essere rispettata tra le postazioni, solo perché quasi il 70% dei lavoratori , impauriti e preoccupati, in maniera autonoma ha deciso di utilizzare i propri permessi per restare a casa .
Nessuno ci ha saputo dare una risposta quando si è chiesto: ma se domani rientrassimo tutti a presidiare le proprie fasce lavorative, come verrebbe gestita la famigerata distanza di sicurezza o disposizione a scacchiera? E’ stato effettuato un piano di smistamento per le uscite di gruppo a fine fascia ?
Bene, in vista di assenza a tali domande, sono qui a porle all’attenzione di tutti e soprattutto di chi per autorità può intervenire .
Nessuno vuole mettere in crisi la nostra azienda, alla quale dobbiamo dire eternamente grazie per essere la sola realtà lavorativa, concreta e seria aggiungerei, della nostra città .
Ma davanti a tale emergenza ci duole tutelare la salute di tutti noi e delle nostre famiglie che ci attendono con preoccupazione ed ansia. Chi ne risponderà delle nostre vite se si continua a rimanere aperti? Un solo caso in azienda, verrebbe a determinare un effetto dominio impressionante .
Siamo lavoratori , ma prima di tutto siamo vite umane che non debbono rischiare un pericolo cosi grande .
Sollecitiamo pertanto l intervento immediato di tutela nei nostri confronti , sottolineando che tutti noi lavoratori siamo pronti ad avviare le procedure di Smart working , perché abbiamo a cuore il nostro lavoro, ma perdonatemi in questa situazione poniamo in primo piano le nostre vite .
Grazie