Attualità

Lettera aperta al commissario prefettizio sul Cimitero di Crotone

Riceviamo e pubblichiamo

Egregio Commissario prefettizio di Crotone,
sono consapevole dei problemi che affliggono la mia città, come cittadina, e comprendo le enormi difficoltà nelle quali (presumibilmente) è venuta a trovarsi e che dovrà tentare di sistemare ma vorrei che tra le Sue priorità fosse inserita la situazione cimiteriale crotonese che rischia di esplodere come una vera e propria emergenza sanitaria.
Ho avuto la triste esperienza della perdita dei miei genitori nel giro di 38 giorni l’uno dall’altro ed oltre ad affrontare l’umano dolore ho dovuto fare i conti con la disumana realtà che non tiene conto della dignità di un defunto.
La salma di mia mamma è rimasta “parcheggiata” nella sala mortuaria cimiteriale per ben due mesi, con altre 24 salme, e Le garantisco che è stato un calvario di 60 giorni salutarla ogni mattina tra l’odore nauseante dei fiori appassiti e quello dei cadaveri in decomposizione, è stato come vederla morire due volte, e solo in seguito alla denuncia verbale presso le autorità competenti (tutti inclusi) ho potuto finalmente, nei primi di dicembre, concludere questo capitolo angoscioso per me ed i miei fratelli.
Ad oggi, 7 gennaio 2020, la situazione al Cimitero crotonese è ritornata la stessa di 20 giorni fa poiché l’ordinanza rimasta non firmata per oltre un mese per liberare 50 loculi non è stata seguita da altri provvedimenti per scongiurare il reiterarsi della situazione.
Al Cimitero di Crotone mancano i loculi e manca il materiale per eseguire tumulazioni ed estumuli, il personale addetto è costretto a lavorare anche senza guanti e mascherine e l’idea di un ampliamento dell’area pare non sia nemmeno preso in considerazione.
Ora, a prescindere dalle difficoltà “tecniche”, La inviterei a risolvere questa emergenza (sanitaria e morale) prima di altre e per il rispetto dei cittadini che Lei oggi rappresenta e che ha dichiarato di sentire come “suoi”.
Questo non è che uno degli innumerevoli disastri amministrativi per i quali è stata chiamata dallo Stato che Lei rappresenta per mettere ordine.
Viviamo in una città che non ci aiuta a vivere ma nemmeno a riposare in pace dopo la morte e questo è vergognoso piu’ delle buche sull’asfalto e dei rifiuti sparsi per la strada.
Paola Turtoro, cittadina crotonese.