Cronaca

La legge abrogativa della prescrizione al centro dell’assemblea indetta dalla Camera penale di Crotone

La legge abrogativa della prescrizione è stata al centro dell’assemblea, molto partecipata, indetta questa mattina dalla Camera Penale di Crotone.

I lavori sono stati presieduti dall’avvocato Aldo Truncé, il presidente della Camera penale di Crotone, avvocato Aldo Truncé, dalla consigliera Maria Vincenza Corigliano e dal presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati Tommaso Vallone

È un momento difficile questo – ha sostenuto il presidente della Camera penale di Crotone, l’avvocato Aldo Truncé – sottolineando che si tratta di una battaglia contro quello che si può definire un ergastolo processuale che lascerà l’imputato in balia della giustizia penale per un tempo indeterminato”.

Truncé ha poi sottolineato che, “si assisterà ad una giustizia a due velocità che peserà particolarmente sui tribunali di primo grado, con giudici di prima nomina che per evitare la prescrizione porteranno a termine in modo sommario, mentre i giudici più esperti di Corte d’Appello e Corte di Cassazione potranno prendersela comoda perché la prescrizione non c’è più.
In particolare, Truncé ha proposto di implementare le risorse umane nell’amministrazione della giustizia, informatizzare i processi, procedere a depenalizzazione dei reati.

Diversi gli interventi che si sono registrati durante l’assemblea che ha fatto registrare la presenza del Procuratore della Repubblica, Giuseppe Capoccia.

Per il Procuratore della Repubblica di Crotone “non si può dire togliamo la prescrizione in un sistema nel quale, certamente, anche con situazioni ordinarie di regolarità non c’è modo di smaltire il numero di processi che sono pendenti. Il sistema processuale deve essere in grado di smaltire quello che produce al suo interno. Non si può dire che la soluzione sia, fermi tutti i mali della giustizia, soltanto eliminare la prescrizione”.

Per il presidente dell’ordine degli avvocati crotonesi, Tommaso Vallone, non si tratta di una battaglia soltanto dei penalisti, non sia soltanto una battaglia dell’avvocatura ma sia una battaglia per il corretto funzionamento del sistema giudiziario. Non condivido questa riforma che sospende la prescrizione all’esito della sentenza di primo grado, perché non mira come si è detto a risolvere i problemi, che sono quelli dell’eccessiva durata dei processi e del numero dei processi che ci sono in Italia. Questi problemi potrebbero essere facilmente risolti, rendendo più efficiente la macchina della giustizia, disponendo anche delle risorse in tal senso e depenalizzando alcuni reati con la previsione del sanzionamento. Credo che anche da Crotone debba partire l’invito al ministro dal desistere dal porre in essere questa riforma a rivederne il contenuto nell’interesse della Nazione”