Con l’arrivo dell’autunno, Cirò rinnova il suo legame con le arti sceniche. Si accendono le luci sul palcoscenico del Teatro Filottete, in contrada Cappella a Cirò, dove prende ufficialmente il via l’undicesima edizione di “Sipario d’Inverno – Premio Filottete”. Questa rassegna teatrale non è solo un appuntamento fisso per gli amanti del genere, ma rappresenta un elemento cruciale per la crescita culturale e la vitalità dell’intero territorio.
Organizzata dalla Compagnia Teatrale “La Torre” di Melissa, la manifestazione si avvale del patrocinio gratuito del Comune di Cirò e della preziosa collaborazione delle Pro Loco di Cirò e Cirò Marina e della UILT (Unione Italiana Libero Teatro).
Giunta all’undicesimo anno, la rassegna “Sipario d’Inverno” dimostra una straordinaria capacità di resilienza e radicamento nel tessuto sociale, confermandosi come un catalizzatore di creatività. In un contesto dove spesso l’offerta culturale si concentra nei grandi centri urbani, il Teatro Filottete si pone come un faro nell’entroterra, offrendo alla comunità locale e limitrofa l’accesso a spettacoli di qualità.
L’impegno del Gruppo Teatrale La Torre, infatti, va oltre la semplice organizzazione: garantisce che la forza espressiva del teatro, con la sua capacità di emozionare, riflettere e divertire, diventi un motore di dialogo, arricchimento intellettuale e coesione sociale.
La stagione teatrale 2025/2026 si annuncia come una delle più ricche e vivaci di sempre, promettendo un percorso artistico intenso e coinvolgente. Con un cartellone di otto spettacoli che attraversano generi, emozioni e risate, la rassegna porta in scena il meglio del teatro amatoriale e non solo.
Il sipario si alzerà domenica 16 novembre con la commedia “Che bel mestiere fare il giardiniere” della Compagnia Teatrale Liberamente di Rotonda – PZ. La programmazione proseguirà poi il 23 novembre con “Ti amo tanto … da morire” de I Monachellar, garantendo un inizio di stagione all’insegna della qualità e della diversificazione artistica.
Il Teatro Filottete non è solo un palcoscenico, ma una vera e propria agorà culturale che, attraverso la passione per l’arte drammatica, contribuisce in modo significativo a elevare la qualità della vita e a stimolare la crescita intellettuale del territorio.
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