Cronaca

Insieme contro il randagismo, sit – in alla Cittadella regionale

Una spesa pubblica stimabile intorno ai 20 milioni di euro annui. Degrado ed elevati rischi di natura igienico-sanitaria. Incidenti stradali, anche mortali. Danni al turismo causati dalla pessima immagine offerta della nostra Regione. Una scarsissima attenzione alla tutela degli animali di affezione.

Il randagismo, questa mattina è stato al centro di un sit-in, davanti la sede della Cittadella regionale in località Germaneto, promosso da alcune associazioni di volontariato.

Diversi i punti messi in risalto dai manifestanti nel corso del sit-in per quella che è stata definita “una delle piaghe più annose e trascurate, ancora oggi scioccamente chiamata “u problema di cani” (il problema dei cani) e che invece è diventato un serio problema sociale, sanitario ed economico”.

Tra i punti che vengono sollevati: “Una spesa pubblica stimabile intorno ai 20 milioni di euro annui. Degrado ed elevati rischi di natura igienico-sanitaria. Incidenti stradali, anche mortali. Danni al turismo causati dalla pessima immagine offerta della nostra Regione. Una scarsissima attenzione alla tutela degli animali di affezione”.

Il randagismo, fenomeno regolamentato da ormai quasi 30 anni da una legge nazionale, alla quale sono seguite normative regionali, circolari del Ministero della Salute, decreti commissariali, e che tuttavia ancora oggi resta irrisolto, contrastato in modo errato, troppo spesso ignorato, nonostante le indecorose condizioni del nostro territorio, nonostante i casi di maltrattamento e uccisione di animali che hanno fatto rabbrividire l’Italia intera.

Con lo scopo di richiamare l’attenzione delle istituzioni sull’emergenza randagismo in Calabria, Onda Calabra Animalista, comitato spontaneo costituito da associazioni, volontari non associati, amministratori e cittadini, attraverso il sit in hanno chiesto un incontro al Commissario ad Acta per la Sanità Regione Calabria, e a seguire agli altri enti interessati dal fenomeno, un incontro per discutere principalmente di 3 punti:

1. la necessità di maggiori controlli in ordine all’identificazione in anagrafe canina dei cani padronali,
2. una maggiore semplificazione delle procedure di sterilizzazione e reimmissione di cani e gatti vaganti,
3. l’istituzione di un piano straordinario di sterilizzazione di cani e gatti padronali, primaria fonte di cucciolate indesiderate, sull’esempio della Regione Basilicata e della Regione Sardegna.

“Siamo consapevoli – afferma l’ing. Viviana Tarsitano, promotrice del movimento Onda Calabra Animalista – che i problemi legati al fenomeno del randagismo siano molteplici, atavici, difficili da sradicare da un territorio che considera “normale” la numerosa presenza di cani e gatti sulla strada, denutriti, infestati dai parassiti, malati, vittime delle peggiori sevizie. Animali che nella maggior parte dei casi non sono assolutamente “randagi”, ma padronali non custoditi o abbandonati. Ma siamo certi che con l’impegno delle istituzioni e una maggiore informazione ed educazione dei calabresi, il randagismo possa essere contrastato in maniera risolutiva. Il primo passo da attuare è certamente la prevenzione: con la sterilizzazione si impedisce la nascita di nuovi randagi; con maggiori controlli sull’obbligo del microchip si responsabilizzano i detentori di cani ad una corretta custodia, scongiurando il pericolo di abbandono. Una “ricetta” semplicissima e di facile attuazione: prima si riduce il numero di cani e gatti indesiderati, poi si riorganizza in maniera più efficiente la gestione del fenomeno. Confidiamo che questo, nel giro di pochi anni, apporterà grandissimo giovamento alla nostra Regione”.