Politica

IL FUTURO DELLA VITIVINICULTURA

“Il settore vitivinicolo calabrese ha registrato in questi anni notevoli progressi ed ha fatto un enorme salto di qualità, determinato soprattutto dalla intelligenza e dalla intraprendenza di quanti hanno investito e rischiato. Oggi l’altro passo da fare è quello di promuovere i nostri prodotti in Calabria e fuori dalla Calabria consolidando quanto è stato realizzato”. Lo ha detto, secondo quanto riferisce una nota, il presidente della Regione Mario Oliverio, al convegno sul tema “La vitivinicoltura calabrese e le strategie per la sua valorizzazione” organizzato dal dipartimento Agricoltura e risorse agroalimentari della Regione Calabria presso la sala del Teatro Alikia di Cirò Marina. “Attualmente – ha aggiunto – il consumo della produzione vitivinicola regionale è ridicolo. Basti pensare che su 26 milioni di bottiglie consumate in Calabria, solo due milioni sono di vino calabrese. Ciò conferma la necessità di costruire e diffondere un’identità, ma per far questo è necessario utilizzare strumenti adeguati. Penso alla formazione, al raccordo tra mondo della produzione e mercato interno. L’enoteca regionale in questo senso è uno strumento strategico che deve aiutare il prodotto ed i produttori ad entrare nel mercato, a partire da quello regionale. Dobbiamo fare del vino un grande attrattore turistico. Per vendere la Calabria bisogna vendere le sue qualità più pregiate e il vino rappresenta una vera e propria eccellenza. La sede dell’enoteca regionale rimarrà senz’altro a Cirò per la sua storia e per le sue importanti produzioni, ma dovrà essere non solo una vetrina ma anche un luogo di formazione e di attività culturali, un momento di degustazione e di presentazione dei prodotti, di aggregazione e di confronto. Essa dovrà diventare uno strumento operativo gestito direttamente dai produttori, per aiutare l’aggregazione di prodotti e stare sui mercati. Il prossimo anno a Vinitaly non ci dovranno più essere fughe in avanti e dovremo dare un’immagine unitaria, forte e coesa di una Calabria che lavora e produce eccellenze soprattutto in un settore così delicato e difficile come quello enogastronomico. Quello vitivinicolo è un comparto troppo importante per la nostra economia e le risorse disponibili devono essere utilizzate fino all’ultimo euro attraverso una strategia precisa in grado di rafforzare le nostre produzioni, di immettere nuove energie sostenendo con forti incentivi soprattutto i giovani che vogliono investire in montagna ed in collina, coordinando unitariamente tutte le azioni da mettere in campo ed investendo soprattutto nella ricerca all’interno delle aziende e nella innovazione tecnologica degli strumenti. Noi stiamo lavorando per agevolare questo percorso, eliminando tutti gli ostacoli che possono frapporsi. Stiamo andando, non senza fatica, in direzione della riforma e dello snellimento delle procedure e per l’alleggerimento della burocrazia, spingendo verso forme di automatismo a favore dei produttori e delle imprese, prevedendo premialità e penalizzazioni finali”. “Concludo – ha detto Oliverio – dicendo che la prima rivoluzione da fare in questa terra è quella di far esprimere liberamente la nostra economia, svincolandola da pastoie burocratiche e ritardi che ne limitano la crescita. Tutto il resto dipende da noi. Il sottoscritto e la sua giunta, da soli, non vanno da nessuna parte. Vincere questa sfida è possibile se c’è un concorso vasto di energie, se c’è la consapevolezza che tutti dobbiamo ‘tirare’ verso la direzione giusta. Rispetto a questa prospettiva non ci sono alternative. O utilizziamo le risorse o rimarremo indietro per sempre. Io resto, comunque, fiducioso: tutto mi lascia ritenere che nel vostro comparto ci siano forze, competenze ed energie che ci incoraggiano ad andare avanti in questa direzione senza tentennamenti, con coraggio e determinazione”. (ANSA).