Attualità

Il futuro della città è legato alla Bonifica dell’area SIN di Crotone: Riflessione del giovane Alessio Critelli

Riceviamo e pubblichiamo

Metabolizzato il risultato delle elezioni Regionali e la staffetta che da oltre vent’anni caratterizza il Governo calabrese, la città di Crotone si prepara ad affrontare la competizione elettorale che più la riguarda e che consegnerà, al capoluogo Pitagorico, una nuova rappresentanza politica ed istituzionale.

L’augurio è che, gli aspiranti alla poltrona di primo Cittadino, preminentemente che l’esercito di candidati al Consiglio Comunale, sappiano arricchire il confronto elettorale sui problemi e sulle proposte di merito giacché, questa volta per davvero, i prossimi cinque anni segneranno in modo indelebile il futuro della nostra comunità.

I tanti problemi che, quotidianamente, la cittadinanza si trova ad affrontare, acuiti dall’insolvenza della classe politica che negli ultimi anni ha governato il territorio con parzialità e priva di una visione strategica, non possono più attendere una risoluzione.

Sicurezza, decoro urbano, gestione dei rifiuti, piuttosto che bonifica, infrastrutture e lavoro, domande alle quali la futura rappresentanza sarà chiamata a dare risposte concrete e definitive.

E, sulla bonifica, attesa da oltre trent’anni, la nostra città si gioca il proprio futuro.

Lo scorso 27 settembre, come riportato dalle diverse testate giornalistiche locali e dalla stessa Syndial sul sito Eni, è stato avviato il cantiere delle “opere a mare”.

Gli interventi “prevedono la realizzazione di barriere foranee a protezione della linea di costa…” con l’obiettivo di preservare da eccezionali eventi meteo-marini, l’area del cantiere delle ex discariche, durante la movimentazione dei materiali prevista dal Progetto Fase 2.

Proprio il POB (Progetto Operativo di Bonifica) fase due, quella che riguarda l’intera area industriale, desta una serie di preoccupazioni, già segnalate dalle associazioni che da anni si interessano della bonifica dell’area SIN di Crotone.

Preoccupazioni più che lecite, quelle avanzate dall’associazione “La Collina dei Veleni”, alla luce di quanto scrive la stessa Syndial sulle operazioni di bonifica che riguardano l’area SIN e riportate nell’istanza per l’avvio del procedimento di Valutazione di impatto ambientale del Progetto operativo di Bonifica Fase 2, presentata il 31/10/2018 alla Regione Calabria.

Se, infatti, per le discariche fronte mare, Syndial ha previsto la rimozione completa dei rifiuti abbancati e dei terreni sottostanti per 0,5 metri di profondità, con smaltimento integrale degli stessi in discariche esterne, per il resto dell’area SIN la strategia operativa sarà differente.

Per le aree ex Impianti, ex EKRT centro, ex EKRT sud, Zona Gessi, Vasca Ferriti e Vasca del Commissario, Syndial ha previsto la realizzazione di una copertura impermeabile, in gergo “capping” che assicurerebbe una messa in sicurezza permanente dell’area. In pratica, le scorie accumulate negli anni di attività delle industrie, verrebbero semplicemente coperte e non rimosse e portate lontano dalla nostra città.

La maggior parte dell’area Ex Pertusola risulterebbe quindi inutilizzabile ed accessibile solo a personale autorizzato, vanificando la straordinaria opportunità che rappresenterebbe una bonifica totale dell’area interessata.

Opportunità che risiede non solo nei fondi che Syndial ha previsto per la realizzazione della bonifica da destinare, in parte, alle maestranze locali ma, soprattutto, nella destinazione d’uso dell’area SIN.

Il sito, infatti, oltre ad essere la cerniera che collega il centro cittadino con i quartieri periferici a Nord della città, spesso dimenticati nella programmazione amministrativa, assumerebbe un ruolo primario nello sviluppo urbano e turistico del territorio.

Un sito strategico sul quale avviare un innovativo progetto di riqualificazione urbana, un concorso di idee che coinvolga società italiane ed estere, capace di attrarre investimenti privati e pubblici, nazionali e comunitari.

Il modello al quale ispirarsi è quello della cittadina di Pantin, un comune francese di poco più di 52 mila abitanti, nella Regione dell’Île-de-France.

La cittadina francese, in pochi anni, ha stravolto il proprio assetto urbano, trasformandosi da malfamata ed insalubre zona industriale, nella Brooklyn di Parigi, beneficiando degli ingenti fondi nell’ambito del progetto Grand- Paris.

I prezzi contenuti degli appartamenti, ristrutturati e di ultima generazione, la vivacità economica, culturale e artistica, hanno prodotto un significativo ricambio generazionale, rendendo Pantin, meta ambita da giovani professionisti e neo-famiglie.

E allora non posso che immaginare il sito dell’ex Pertusola completamente bonificato, riqualificato e riprogettato secondo le moderne strategie di pianificazione urbanistica, con l’obiettivo di ottimizzare e modernizzare i servizi pubblici in una perfetta sinergia tra infrastrutture materiali e capitale umano, in cui l’assegnazione d’uso del suolo avvenga secondo definiti principi di pianificazione territoriale.

Un’area, da destinare alla realizzazione di nuovi quartieri residenziali, facilmente accessibile, videosorvegliata ed energeticamente sostenibile.

Un’area per il tempo libero e il turismo, con veri e propri centri di aggregazione sociale quali spazi verdi e parchi sportivi all’aperto e poi ancora bar, ristornati, locali notturni, lidi balneari attrezzati per soddisfare un’utenza eterogenea e strutture ricettive.

Ed un’area, infine, da destinare al tessuto economico e dei servizi, con uffici, attività commerciali, biblioteche, sale riunioni e strutture riservate per eventi culturali e artistici.

Il progetto di una Crotone 4.0 – dopo Kroton, Cotrone e Crotone, la CITTA’ dello Jonio – da integrare con il sistema Regionale dei trasporti attraverso un miglioramento delle reti stradali e ferroviarie, servita da una metropolitana leggera che attraversi l’intero perimetro cittadino con collegamenti diretti verso l’aeroporto Sant’Anna e la stazione dei treni e la 4 corsie Simeri Crichi-Passovecchio in progettazione e da finanziare.

Un progetto innovativo e futuristico che impegnerebbe, in una programmazione lunga e complessa, tanto il livello istituzionale e politico, quanto il tessuto produttivo del nostro territorio, da realizzare durante la cantierizzazione dei lavori di bonifica.

Alessio Critelli