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Il “71,84 %”, un numero che parla! Riflessione di Vincenzo Garrubba

Che si sia trattato di uno scossone non ci piove, che lo stesso abbia pure interessato l’amministrazione comunale non ci sono dubbi. Si potrebbe pensare che i crotonesi siano solo degli esagerati esibizionisti per aver addirittura surclassato di oltre 12 punti percentuale la media dei risultati nazionali del NO, 71,84 a 59,11, e di oltre 5 quella calabrese dove il NO si attesta al 67,02 %, invece NO, vi è una spiegazione semplice e logica. Il NO dei crotonesi va oltre il significato della scelta referendaria, sopratutto perché a sostegno del NO si è schierato apertamente il nostro Sindaco e la giunta comunale, basti ricordare l’arrivo in città in pompa magna del famigerato Carbone, sicché al referendum è stato dato un valore politico oltre quello istituzionale. Sebbene Pugliese non avesse necessità a pochissimi mesi dall’insediamento di verificare il gradimento del suo operato, lo stesso, involontariamente, ha trasformato il referendum in una sorta di test sul l’umore degli elettori. “Infausto quel giorno in cui mi sono convinto a sostenere pubblicamente il NO”, il Sindaco, all’esito della scossa nelle urne, avrà pensato. Di problemi questa situazione sfuggita di mano ne porta ben donde, basti ricordare alle rassicurazioni “peregrine” del Ministro Galletti sull’ambiente.
Il giudizio dei crotonesi è impietoso, il Sindaco sembra aver consumato già il beneficio del dubbio riservato ai neo amministratori, così solo in 6400 hanno detto di SI in città, un numero nemmeno lontanamente paragonabile ai risultati delle amministrative di pochi mesi fa. Il dato non lascia scampo ed il significato è un netto meno sulle scelte dell’amministrazione comunale di questi pochi mesi. Non è difficile immaginare che ai crotonesi, che avevano scelto il cambiamento rappresentato idealmente da Pugliese non è piaciuto il flirt del Sindaco con gli organigrammi del PD regionale e nazionale, non è piaciuto il mancato intervento a tutela del territorio e dei pescatori sul provvedimento di concessione alla ricerca in mare con l’airgun, non è piaciuta la politica remissiva sulle idee del Prefetto di trasformare la città ed il porto in un grande centro accoglienza, non è piaciuto l’aver delegato il controllo sulla bonifica della città e quindi sulla salute dei cittadini ad un Ministro in scadenza, non è piaciuto aver mantenuto sostanzialmente intatto l’assetto organizzativo della macchina comunale, finanche il portavoce di Vallone e Gaetani all’Akrea, non è piaciuto assistere ancora alle disfunzioni amministrative cui ci avevano abituato da anni come i ritardi sulla refezione scolastica, e naturalmente non è assolutamente piaciuto aver ricevuto in pompa magna Ernesto Carbone che più volte si è espresso contro l’aeroporto di Crotone e quindi contro il popolo crotonese. Il Sindaco farebbe un grave errore a sottovalutare quanto stanotte accaduto senza pensare di dover correggere nell’azione di governo immediatamente ciò che ha colpevolmente trascurato. Nel rapporto con il popolo le istituzione devono entrarci con empatia, cioè sentendo quello che il popolo sente ed avverte, solo così si sceglie per il meglio. Se così farà il Sindaco si renderà conto che non è adeguata la risposta che ha dato sulle trivelle, si renderà conto che non è in sintonia con il territorio la scelta della prefettura sulla accoglienza illimitata di profughi, capirà che è necessario impegnarsi direttamente sulla bonifica per la salute dei cittadini e rottamare, invece, il vecchio sistema PD che male ha governato la città per anni, etc. etc. etc.
Viceversa se il Sindaco dovesse ritenere comunque di voler proseguire sulla strada intrapresa, allora, a fine mandato, qualunque sia la scadenza, potrà solo dire di essersi fatto pure lui un bel giro sulla giostra dell’amministrazione comunale ma certamente non potrà vantare di aver contribuito a risollevare le sorti della gloriosa città di Crotone.
Vincenzo Garrubba