Cronaca

Guardia di Finanza confisca beni per 1,5 milioni di euro

È giunto alle fasi conclusive il processo relativo all’operazione “Lex Genucia”, svolta dai finanzieri del gruppo di Lamezia Terme e coordinata dalla procura della Repubblica, che nel 2012 portò alla sbarra dieci persone, tutti in stato d’arresto, accusati di aver vessato con prestiti usurari svariati imprenditori locali che versavano in forti difficoltà finanziarie. Al vaglio della corte di Cassazione, infatti, sono giunte le posizioni giudiziarie di sei degli originari dieci imputati, poiché la situazione di altri tre rimane tuttora al vaglio della magistratura, mentre un altro indagato aveva nel frattempo già “patteggiato” la pena.
Anche la suprema Corte ha ora ritenuto esatte le conclusioni investigative dei finanzieri ed il conseguente impianto accusatorio della Procura lametina, ribadendo ancora una volta la penale responsabilità dei sei imputati, che avevano invano proposto ricorso rispetto alle condanne già subite in primo e secondo grado di giudizio. Non solo, la corte di cassazione, nel dichiararli definitivamente colpevoli di usura, ha pure disposto per due di essi la confisca altrettanto definitiva dei beni già sequestrati dalla guardia di finanza. Nei giorni scorsi, quindi, il gruppo della guardia di finanza di Lamezia Terme ha sottoposto a confisca beni per un complessivo valore superiore ad euro 1.500.000,00.
Nello specifico, l’esecuzione del provvedimento ha interessato beni immobili, fra cui due ville ubicate sul territorio lametino, denaro per oltre 100.000,00 euro, beni mobili di pregio ed anche le quote societarie di una nota impresa, tuttora mantenuta operante, sotto la gestione dell’amministrazione giudiziaria. Tutti i beni sopra indicati sono stati tolti dalla materiale disponibilità dei condannati, per essere trasferiti al patrimonio dello stato, che ora li destinerà a fini istituzionali o sociali.
L’esecuzione del provvedimento ha interessato beni immobili, fra cui:


  • Due ville riconducibili a Adriano Sesto, delle quali una ubicata in un rinomato residence della costa tirrenica ed una a Sambiase;

  • Un appartamento ubicato nel centro di Lamezia Terme, riconducibile a Adriano Sesto;

  • Le quote societarie e l’interro compendio aziendale della G.F.S.A.S, impresa operante nel settore dei trasporti che è  tuttora mantenuta operante, sotto la gestione dell’amministrazione giudiziaria, riconducibile al Ferdinando Greco;

  • Denaro per oltre 100.000,00 euro, appostato su un conto corrente riconducibile a Ferdinando Greco;

  • Un suv ed un motociclo di Greco.


Tutti i beni sono stati tolti dalla materiale disponibilita’ dei condannati e sono stati trasferiti al patrimonio dello Stato, che ora li destinerà a fini istituzionali e\o sociali.