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I giovani di Papanice alla GMG 2016 di Cracovia: Un esperienza di fede che va raccontata

A un mese dalla GMG 2016 in Cracovia…
Dopo un’esperienza di fede così esaltante l’animo umano è portato a riflettere su ciò che ha realmente rappresentato.
Non è infatti nell’immediato che ci si rende conto di quanto un pellegrinaggio riesce a mutare il pensiero e l’animo delluomo.
Per Franco Rosato, aver accompagnato i giovani di Papanice insieme ad Don Antonio Macrì ad un mese di distanza il pellegrinaggio, l’incontro con i giovani del mondo intero e con Papa Francesco, diventa un esperienza di fede che si trasforma in testimonianza.
A mente fredda, si può fare una più attenta valutazione di quanto successo in questi dodici giorni trascorsi in terra di Polonia.
Un viaggio programmato in ogni minimo dettaglio, niente è stato lasciato al caso, ogni cosa a subito un’attenta valutazione da parte degli organizzatori, questo, infatti, e ricaduto nella quotidianità di quei giorni.
Si parte, per tutti un’avventura splendida, alla luce del volto di cristo, volto appeso al collo di ognuno di noi, dono che il Papa ci a fatto prima di partire che mai ci ha abbandonato.
12 in tutto, oserei dire come gli apostoli, da una piccola comunità, Papanice, fino a Cracovia passando per Dobrova, dove siamo stati ospiti delle famiglie polacche, accoglienza che ci ha segnato il cuore, grazie all’amore che ci è stato riversato a più mani in ogni momento.
Tanti giovani polacchi si sono messi a nostro servizio per aiutarci in un paese straniero, con una lingua difficile da comprendere, ma come per magia, tutto e diventato comprensibile, grazie in eterno.
In questi giorni la strada percorsa è stata tanta, tanti i Km sotto i nostri piedi, pellegrinaggi in ogni dove, luoghi unici, dalla grande profondità spirituale, luoghi che hanno segnato il popolo polacco, ma anche tutto il mondo, vedi santuario della Madonna nera di Czestochowa, la prima santa messa con più di 4000 giovani, la via crucis nel piazzale di Blonie, la festa degli Italiani , con un concerto, al santuario del Gesù misericordioso e tanto altro…
Una menzione a parte la merita il campo di concentramento di Auschwitz e Birkenau, un luogo, dove si respira il DOLORE e la SOFFERENZA di un popolo che non aveva colpe, se non quella di essere ebrea o per un pensiero diverso da quello dei tedeschi nazisti. Inspiegabile quello che si prova, i colori, la storia e presente e viva in ogni sua forma, il silenzio regna sovrano, quasi a voler rispettare in ogni secondo scandito tutto il dolore che in quei luoghi vive per non essere dimenticato dalle generazioni future.
Una nota particolare la merita il gemellaggio avvenuto in modo naturale con i giovani della parrocchia di San Paolo di Crotone, questo a permesso i giovani di crescere in fiducia, il gruppo si e cementato nelle difficoltà che si sono poste sul cammino. Le difficoltà non sono state un ostacolo, al contrario, sono diventati come carburante per spingere più forte sull’acceleratore per andare avanti e ancora avanti.
I giorni trascorsi in quel di Cracovia sono stati impegnativi, ma sono trascorsi tra incoraggiamenti, sorrisi, nervosismi di ogni genere, ma mai niente ha minato la fiducia che i giovani avevano l’uno nell’altro.
I giovani di Papanice e di Crotone si sono cementati in un unico gruppo, insieme hanno pregato, sorriso, pianto, combattuto fino alla fine, tutto tenendo presente che non siamo mai stati soli, il buon Dio è sempre stato presente e vigile su ognuno di noi.
12 giorni pieni e ricchi, tante amicizie, tanti abbracci, tantissime strette di mano, tanta strada condivisa con altri giovani incontrati lì per la prima volta.
Quanta forza abbiamo respirato, si percepiva nell’aria l’energia positiva dei giovani, come un’onda grande di bontà piena.
Le parole non bastano, sostiene Franco Rosato,  per descrivere il sentimento, le sensazioni provate in quei giorni, ognuno di noi ha nutrito lo spirito per tornare più forte e convinto dei propri mezzi.
Come tutte le esperienze alla fine il gruppo e preso la propria strada, sicuramente portando nel cuore tutta l’esperienza vissuta, pronta a condividerla con tutti, perché e questo l’intento di ognuno dei partecipanti, condividere a pieno questa esperienza con gli altri giovani rimasti a casa.
E ‘ stato un grande onore- conclude Francesco Rosato- accompagnare questi giovani, tanto mi hanno regalato e insegnato GRAZIE!