Cultura & Spettacolo

Francesca Diotallevi ha presentato a Crotone il suo libro “Dai tuoi occhi solamente”

Ottavo appuntamento dei CaffèLetterari del Festival dell’Aurora, organizzato da Fondazione Odyssea e Fabbrica delle Arti, in collaborazione con Amici del libro di Crotone e Mondadori Bookstore. Secondo autore della rassegna letteraria dedicata alla casa editrice Neri Pozza. 
Ospite della serata di Venerdì 8 Febbraio, è stata Francesca Diotallevi che ha presentato il suo romanzo “Dai tuoi occhi solamente”, presso Le Stanze al Porto Vecchio. L’incontro è stato moderato da Davide Zizza.
Quella che ci narra in “Dai tuoi occhi solamente” è la storia di Vivian Maier, bambinaia, ma soprattutto, fotografa. Francesca Diotallevi racconta la vita di questa donna che ha scelto di rimanere nascosta nell’ombra, di non presentarsi mai come artista, sebbene oggi venga riconosciuta come una delle più grandi fotografe del Novecento. La scrittrice, è partita dalle informazioni scarse e frammentarie che si hanno sulla Maier, ripercorrendo alcuni anni, attraverso i suoi scatti e riuscendo a costruire una storia che mescola fantasia a elementi biografici.

<< E’ stato molto difficile, non solo perché il materiale era abbastanza stringato, perché non esistono biografie complete, ma anche perché lei ha sempre vissuto da solitaria, non ha mai avuto nessuno, salvo le famiglie per cui ha lavorato – afferma l’autrice – Vivian ha vissuto sempre come un ombra nella vita delle persone. Per scrivere questo libro più che sulle biografie, ho provato a basarmi sulle foto di Vivian, mettendole in ordine cronologico, cercando di seguire la strada percorsa da questa donna >>.

Vivian Maier osservava il mondo che la circondava, attraverso il mirino della sua Rolleiflex, cercando di creare una filtro, che potesse aiutarla “a trovare il suo posto nel mondo”. Gli anni narrati, sono gli anni più oscuri, di cui si sa molto poco della Maier, ma che hanno dato all’autrice, lo spazio necessario, per poter sviluppare e delineare un personaggio carico di solitudine, che trova, però nella fotografia una “medicina al male di vivere”

<< La funzione primaria dell’arte, dovrebbe essere proprio quella di salvare chi crea arte, ma anche di salvare chi dell’arte usufruisce. Salvare nel senso di emozionare, di dare qualcosa, o anche solamente di far guardare le cose da un altro punto di vista >>.
La presentazione, ha visto la partecipazione di un pubblico rapito dal racconto di Francesca Diotallevi; dal rapporto di Vivian Maier con la fotografia, al difficile confronto che la donna aveva con il resto del mondo che la circondava; dai legami con il suo ambiente domestico, molto complesso, alle relazioni che intrecciava con i bambini e le famiglie a cui faceva da bambinaia. La scrittrice ha spiegato nel corso dell’incontro, quella che era e che poteva essere la figura di Vivian, di una donna, non solo per certi versi misteriosa, ma anche di un anima molto complessa e tormentata, della quale oggi forse non sapremmo niente, se nel 2007, John Maloof, non avesse comprato quel famoso box contenente i negativi della Maier.
Francesca Diotallevi (Milano 1985), laureata in Scienze dei Beni Culturali, è autrice di romanzi. Tra i suoi libri ricordiamo Le stanze buie (Ugo Mursia Editore 2013), Amedeo, Je t’aime (Mondadori Electa 2015), Dentro soffia il vento (Neri Pozza 2016), e il racconto pubblicato in e-book Le Grand Diable, prequel di Dentro soffia il vento. Nel 2018 ha pubblicato, sempre con Neri Pozza, Dai tuoi occhi solamente.