Attualità

FPCGIL su Scuole di Specializzazione: ” Nessuno può farci la lezioncina”

È proprio vero, mai detto popolare ebbe maggior aderenza alla realtà di quell’adagio che raccomanda di esporsi con cautela al primo sole caldo onde evitare che, lo stesso, possa indurci in fallaci quanto gratuite convinzioni figlie certamente deI termometro “rosso”. Solo in questo modo riusciamo a spiegarci alcune recenti dichiarazioni, legate alla nota vicenda delle scuole di specializzazione di area medica, che nulla aggiungono, sul piano del contributo fattivo, alla ricerca di una soluzione percorribile, determinando, nevvero, la sensazione netta di una difesa d’ufficio inconsistente rispetto alla necessità di una chiara e netta inversione di rotta. Solo così riusciamo a spiegarci le offese gratuite delle affermazioni in cui si dice che, nelle aziende ospedaliere, il primario sarebbe nominato solo attraverso investitura politica, mentre in altri contesti, tutto avverrebbe attraverso rigorosa valutazione della preparazione dei candidati e altrettanto rigorosa disamina dei titoli necessari alla copertura di quel ruolo, titoli che non possono essere solo legati al “quantum” delle pubblicazioni scientifiche, ma anche e soprattutto all’esperienza clinica del settore nel quale si è chiamati a svolgere il ruolo direttivo che, ricordiamo a noi stessi, è un ruolo che ha una pesantissima ricaduta in termini di didattica sui collaboratori tutti. Ergo, immaginiamo, che in questo perfetto mondo iperuranio, e tale citazione vuole essere solo un banale esempio, un soggetto che viene chiamato a svolgere l’alto ruolo di direttore di Ostetricia e Ginecologia, ripetiamo trattasi di esempio, avrà certamente perlomeno una esperienza decennale in sala parto con particolare evidenza di abitudine alla gestione del parto “naturale”. Siamo fiduciosi che tutto sia per come descritto e che tale esperienza, sia ampiamente dimostrabile. Vieppiu’ la considerazione che, fatta evidenza di tale scarsa considerazione per i medici ospedalieri, perchè mai gli stessi dovrebbero prestarsi a progetti d’integrazione che li vedrebbero alla stregua di “paria” in quanto incapaci di indurre valore aggiunto di qualsivoglia natura? Naturalmente restiamo in attesa di comprendere, sia pur avendo bene a mente i nostri molti limiti di soggetti non abituati all’aria rarefatta dell’Olimpo, come, sempre a titolo di esempio, vengano riconosciuti i titoli a molti ricercatori che ogni anno emigrano lamentando assoluta mancanza di meritocrazia. Vorremmo anche conoscere quali siano stati i criteri in base ai quali i docenti nelle Scuole di Specializzazione dell’Università, sono stati nominati per tale alta funzione, visto che, come risulta dal sito di Federspecializzandi, quest’anno l’Osservatorio Nazionale sulle Scuole di Specializzazione,al fine di valutare eventuali bocciature delle scuole di area medica, si è avvalso di indicatori di performance formativa riferibili al settore scientifico disciplinare specifico della tipologia di Scuola, così per come desunto dalla Scheda Docente e dall’attività di ricerca con l’aiuto, per quest’ultimo punto, dell’Agenzia Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR). Dal nostro parziale punto di vista ci è parso di capire che sia stata presa in esame la produzione scientifica dei docenti afferenti alle singole scuole e che, la bocciatura, sia dipesa anche dal mancato raggiungimento del punteggio minimo legato a una adeguata attività scientifica. Sembra esser di fronte al dilemma di una tragedia Shakesperiana…. “…. Ma Bruto è un uomo d’onore…..”. Solo così riusciamo a spiegarci come sia potuto succedere tanto se, come vien novellato, il sistema è rigorosamente meritocratico. Se poi si finisce col prendere a metro di misura e fulgido esempio un’altra Università Italiana che ha il record nazionale di potenziali bocciature di Scuole di Specializzazione, come risulta da un servizio di Milena Gabanelli dello scorso ottobre, vuol dire che noi della FPCGIL non abbiamo capito niente, specie nella misura in cui, sempre citazione Gabanelli, tale Università ha anch’essa il suo tallone d’Achille nella mancanza di Pronto Soccorso. Di un cosa siamo altresì certi… siamo stati noi i primi e solitari protagonisti della denuncia del quadro che si andava dipingendo così come siamo stati sempre noi, primi e solitari, a denunciare nel passato, quanto succedeva in termini di punteggio, ai candidati per le borse di studio legate ai posti in specializzazione, provenienti dalla nostra università. Nessuno può farci la “lezioncina” perché da sempre ci siamo esposti e ci esponiamo al solo scopo di tutelare un’università il cui destino ci preoccupa nonché la grande professionalità dei medici ospedalieri. Le negazioni e di fraintendimenti sono, invece, le circostanze che hanno fatalmente portato all’attuale stato. Vorremmo fortemente che il futuro ci contraddicesse.

Alessandra Baldari FPCGIL Calabria
Franco Grillo FPCGIL Area Vasta
Ivan Potente FPCGIL Medici Area Vasta
Anna Rotundo FPCGIL Medici Policlinico Mater Domini
Francesco Masotti FPCGIL Medici Calabria