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Fiera di ottobre, ConfCommercio Calabria Centrale chiede all’Amministrazione comunale il rispetto degli impegni presi

ConfCommercio Calabria Centrale, in vista dell’organizzazione della fiera di ottobre, che ogni anno si tiene a Crotone in località Passovecchio, torna a far sentire la propria voce attraverso Antonio Casillo Presidente Federmoda e Vice Presidente della confederazione.

“Anche quest’anno – scrive Casillo – si sta procedendo all’organizzazione della fiera di ottobre, con una novità: nel 2019 le fiere saranno due, o almeno queste sono le richieste pervenute al Comune di Crotone.

La nostra associazione, negli anni, ha sempre contrastato l’organizzazione di queste manifestazioni che, riteniamo, non portino un valore aggiunto in termini di qualità e di servizi nel nostro territorio.

Propositivi, ma esasperati dal consueto andazzo, non abbiamo più spazio per le interpretazioni, ma ci ritroviamo dinnanzi ad un quadro della situazione delle nostre imprese più che allarmante.

Ci rendiamo conto che i nostri piccoli imprenditori, oltre agli enti pubblici, rappresentano la sola fonte di economia del nostro territorio e non godono di vera protezione, ma vengono sacrificati, di volta in volta, in nome di non si sa cosa, per favorire iniziative che nulla di innovativo portano alla Città ed al suo comprensorio.

Si parla genericamente di fiera (o fiere), ma di fatto fiera non è, in quanto trattasi di un mercatino che blocca, come un imbuto, l’ingresso della Città.

Negli scorsi anni è stato utilizzato addirittura il nome della nostra Città ed il logo del nostro Comune; auspichiamo che ciò non si ripeta, non si può ancora una volta far finta di niente, lasciando che nella città di Crotone tutto sia possibile senza tutela dell’esistente.

Confidiamo, inoltre, conclude Casillo che quanto dichiarato dal Sindaco Ugo Pugliese, dinnanzi ad una schiera di operatori che lo scorso anno, civilmente, rivendicavano il proprio diritto ad essere tutelati, sia mantenuto, ovvero che la fiera avrebbe avuto da quest’anno una durata di cinque giorni e avrebbe rispecchiato quello che una fiera deve essere per un territorio. Ad oggi, però, le richieste sono addirittura raddoppiate”.