Attualità

Fabio Carbone, “Ripensare Crotone. Avere il coraggio e l’abilità di (ri)scoprirsi”

Nei giorni scorsi ho avuto il piacere di tornare a Crotone grazie l’invito che mi è stato rivolto dalla Camera di Commercio per prendere parte come oratore all’Incontro “Destination Crotone – Turismo e Internazionalizzazione binomio vincente”. Come sempre ho avuto il grande piacere di mettere a disposizione della città l’ expertise costruita negli anni di intenso lavoro all’estero e riconosciuto impegno accademico. Mi permetta di ringraziare, per l’opportunità di incontro, Alfio Pugliese, presidente della Camera di Commercio di Crotone, Paola Sabella, segretario generale dell’ente Camerale, il loro cordialissimo team e Pasquale Scerra, che si è adoperato in prima persona per mesi affinché l’incontro avvenisse.

A parte il rammarico per la scarsa affluenza istituzionale e dei rappresentanti del settore, sono stato molto soddisfatto di aver avuto la possibilità di condividere coi concittadini alcune idee innovative che potrebbero rappresentare il trampolino di lancio per lo sviluppo turistico a Crotone. In particolare, é stato per me molto importante far capire la fondamentale importanza di “ripensare la città”. Al momento di creare una storia da proporre ai futuri visitatori, infatti, sarebbe a mio avviso importante riflettere su ció che di realmente unico esiste nel territorio, andando oltre i fuorvianti luoghi comuni ai quali tanto siamo affezionati, quali il potenziale legato al mare e alle risorse archeologiche. A scanso di equivoci, sono ovviamente affezionato anche io a questa parte di costa Jonica, ai resti del santuario di Hera e così via. Tuttavia, e’ importante essere pragmatici in fase progettuale, al momento della selezione e trasformazione di risorse del territorio in (possibili) attrazioni turistiche. Se prendiamo come esempio proprio il mare crotonese, sarebbe importante investire e “lavorarlo” turisticamente non per la sua attrattività a fini meramente balneari, ma piuttosto come scrigno ricco di tesori culturali (archeologia subacquea) e naturali (flora e fauna marina). Altro esempio, tra quelli presenti nella mia proposta, riguarda proprio il promontorio Lacinio. Io abbandonerei la narrativa legata alla presenza della colonna di Capocolonna, ed investirei e promuoverei maggiormente il cosiddetto patrimonio intangibile: il paesaggio, il fascino, la suggestività del luogo. Se i coloni greci oltre 2000 anni fa scelsero quel sito per fondarci un santuario, perché lo ritenevano talmente suggestivo da essere un ponte verso le divinità, perché oggi non dovremmo promuovere questo stesso aspetto? Gli aspetti da rivedere tra le convinzioni comuni riguardo a quello che renderebbe Crotone un luogo dal forte potenziale turistico, sono insomma numerose.

Questo cambiamento nell’approccio al territorio porterebbe a molte conseguenze: innanzi tutto – e so che quanto sto per dire sarà impopolare, ma c’ e’ bisogno di avere il coraggio di essere impopolari per iniziare a cambiare veramente le cose! – proporre in Italia e all’estero Crotone come meta di turismo archeologico, rappresenterebbe un’operazione di scarso successo, poiché i nostri competitor sarebbero Ercolano, Pompei, Paestum la Valle dei Templi e così via. Inutile dire che, con il dovuto rispetto per la nostra cara Colonna, il confronto sul mercato non reggerebbe. E’ dunque importante ripensare Crotone in modo più pragmatico e sostenibile, valorizzarne e promuoverne anche e soprattutto aspetti intangibili, che attraggano visitatori per la nostra vera unicità: la varietà del paesaggio, la cultura dell’ospitalità, la suggestività dei paesaggi, le tradizioni popolari, il fattore umano, le storie e le tradizioni che si rinnovano ogni giorno da millenni quando, ad esempio, i pescatori partono per la pesca, in un rituale pagano millenario. Davanti al fascino di una scena quale quello dell’arrivo dei pescherecci, il luccichio dei pesci ancora vivi a bordo, e il carosello che si crea attorno ad ogni imbarcazione, turisti provenienti magari da megalopoli super tecnologiche, resterebbero a bocca aperta, postando pieni di entusiasmo quelle scene nei propri social network in un tam-tam globale che promuoverebbe l’autenticità della destinazione Crotone. Questi aspetti si, insomma, rappresentano la nostra tradizione viva, il nucleo della nostra cultura, e potenzialmente la nostra principale attrazione. La nostra unicità! Il fattore umano al centro dello sviluppo turistico della città. Dopodiché sì, a tali aspetti affiancare – mettendo in rete – tutto il resto: dalle eccellenze gastronomiche locali ai reperti archeologici, dall’architettura ottocentesca agli eventi, e così via.

Pensare al turismo come veicolo di sviluppo sostenibile per le comunità locali è proprio questo: prima di tutto pensare (e ripensare) la propria identità al di la dei luoghi comuni, e solo in un secondo momento – finalmente autentici – aprirsi al mondo attraverso il turismo. E non solo!