Cronaca

Evitare il carcere alla ventiduenne accusata di matricidio, lo chiede Franco Corbelli

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, chiede che venga evitato il carcere alla ventiduenne Federica Manica che nel pomeriggio di ieri a Crotone ha ucciso la madre.
“La tragedia familiare di Crotone colpisce e addolora profondamente. Per, soprattutto naturalmente, la povera donna, gravemente malata, che e’ stata uccisa e anche per quella giovane figlia che l’insano gesto ha commesso, per, come sembra certo, porre cosi’ fine alla sofferenza della sua mamma. Nel rispetto assoluto della legge e dell’operato di magistrati e giudici che si stanno occupando di questa tragedia, rivolgo un accorato appello affinché, per un fatto di mera pietà umana, a quella sfortunata ragazza venga adesso evitato il carcere. Sarebbe per lei la fine, la follia che la porterebbe alla morte. Per questo – sostiene Franco Corbelli – auspico e chiedo che si tenga conto del dramma umano, che questa ragazza ha, insieme alla madre, malata terminale, vissuto, in solitudine, e che l’ha poi portata a compiere quell’atroce delitto.
Quella giovane deve solo essere aiutata, ricoverata e curata. La sua vita e’ purtroppo oramai dolorosamente segnata e distrutta per sempre”. Mi auguro e spero che si trovi una struttura adeguata e disponibile ad accogliere questa sfortunata donna. Chiedo scusa ai familiari della povera donna uccisa per questo mio intervento meramente umanitario, dettato esclusivamente dal dolore e dalla pietà che ognuno di noi prova davanti a tragedie cosi’ immani e orribili. L’intervento di Diritti Civili – sostiene Corbelli – non voleva e non vuole certo essere una forma di assoluzione per chi si é reso responsabile di un crimine così crudele, ma solo un gesto umano nei confronti di una ragazza, che in un momento di disperazione e di follia, ha ucciso, per non vederla e non farla più soffrire, la sua mamma. Quello che, al di là di ogni motivazione, ha compiuto questa giovane donna é già di fatto per lei l’autopunizione più crudele che un essere umano possa avere. Ha fatto e si é  fatta un male atroce, indelebile, ha posto fine all’esistenza della sua mamma. Per non farla più soffrire ha distrutto la cosa più bella e più cara della sua vita. La sua stessa ragione di vita. Serve a qualcosa adesso arrestarla e chiuderla in un carcere? Potrà mai questa ragazza – continua Corbelli – sopportare il peso del carcere dopo quello che é successo, quando si renderà conto di quello che ha fatto?
Il carcere per lei sarà peggio di una condanna a morte: equivale alla disperazione, alla follia.
Per questo, semplicemente per un sentimento di pietà umana, rivolgo oggi un accorato appello ai magistrati e ai giudici di Crotone, a cui va il mio rispetto, chiedendo loro un gesto di giustizia giusta e di grande umanità evitare il carcere a questa ragazza, mandarla, dopo che lascerà l’ospedale, anche sotto forma di arresti domiciliari, a casa o in una struttura protetta”.