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Enza e Tiberio Bentivoglio, un esempio da seguire

Sono stati tanti i cittadini che si sono stretti intorno a Enza e Tiberio Bentivoglio nel giorno della riapertura della sanitaria Sant’Elia.
A benedire i nuovi locali l’arcivescovo di Reggio Calabria mons. Giuseppe Morosini.
Locali situati nel centro cittadino a Reggio Calabria in un bene confiscato.
Tiberio Bentivoglio, testimone di giustizia vive sotto scorta dal 1992, dopo aver subito una serie di intimidazioni e danneggiamenti – l’ultimo nei giorni scorsi – ed essere stato ferito in un agguato nel febbraio 2011.
Grande la soddisfazione del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà che ha ringraziato Tiberio Bentivoglio, per l’esempio che da alla società civile e per il lavoro iniziato insieme con la Reggio sana e onesta.
All’inaugurazione ha partecipato anche il Procuratore della repubblica Federico Cafiero De Rhao e don Luigi Ciotti, presidente di Libera di cui Tiberio Bentivoglio fa parte. “Don Ciotti non poteva mancare – ha sostenuto Bentivoglio– ogni volta che gli ho chiesto aiuto è stato sempre accanto a me. Se faccio ancora il commerciante lo devo a lui”.
Don Luigi Ciotti ha chi lo intervistava ha dichiarato che: ” il nuovo negozio nato dalle ceneri di un incendio di soli pochi giorni fa “E’ frutto del lavoro di un coordinamento di associazioni che non ha mai lasciato mai solo Bentivoglio. E’ frutto dell’impegno del coraggio e della determinazione di tanta gente. Le fiamme non possono fermare quel bisogno di verità e di giustizia che è profondamente dentro ciascuno di noi. Non abbiamo bisogno di cittadini ad intermittenza, ma di cittadini responsabili che chiedono il cambiamento alle istituzioni e che, per primi, fanno la loro parte per cambiare”.
Tra i tanti ospiti anche Lapo Elkann. “Quando ha saputo dell’incendio del magazzino di due settimane fa – ha detto Bentivoglio – Elkann mi ha contattato, mi ha promesso che sarebbe venuto all’inaugurazione del mio nuovo negozio e lo ha fatto.
“Bisogna fare squadra in questa battaglia – ha detto Tiberio – dobbiamo restare uniti. Le difficoltà sono state tante e i momenti di sconforto non sono mancati. Ma rifarei tutto, perché la dignità non ha prezzo. La strada è ancora lunga e tanto c’è da fare per chi, come noi, porta avanti la sua lotta. Ma in questo anticipo di primavera, con tutti voi al mio fianco, mi sembra tutto possibile. Qui oggi c’è la gente perbene”. Ma Tiberio non è il solo, non è l’unico ad aver denunciato. Troppo spesso chi si espone viene lasciato solo e a volte proprio la paura di questa solitudine porta a fare un passo indietro: “Dobbiamo cominciare ad avere la coscienza apposto – ha sottolineato Bentivoglio – ogni commerciante che ha deciso di saltare il fosso, di stare dall’altro lato, ha bisogno di vedere che la gente continua ad entrare nel suo negozio. Dobbiamo stare al fianco di chi ha scelto di combattere, di resistere, di ripartire. Nel mio caso purtroppo non è successo, ma spero che da oggi le cose cambino, che sia il primo passo per una nuova coscienza collettiva. Per una nuova consapevolezza”. Fuori, a presidiare senza farsi distrarre dalla folla, i militari: “Il prefetto ha voluto così. Viviamo in un territorio difficile, siamo in guerra, quindi vederli non ci deve infastidire o spaventare. Vederli ci deve ricordare la presenza dello Stato”.
Una inaugurazione a cui ha preso parte non solo la parte sana di Reggio Calabria ma anche e soprattutto quella parte di Calabria impegnata al fianco delle Istituzioni, delle Forze dell’Ordine e dei magistrati nell’affermazione della legalità.
“Un simbolo per una Reggio Calabria che non si rassegna alla schiavitù delle cosche”, commenta la deputata del Movimento 5 Stelle Federica Dieni. “La proposta di legge per riformare il sistema di protezione per i testimoni, vittime di mafia – ricorda il deputato Pd Davide Mattiello – è pronta, dopo due anni di lavoro. Non se ne può più di rimpiangere tutta la vita sprecata di questi cittadini onesti che si affidano allo Stato.
Meglio sostenerli da vivi, che commemorarli da morti!”
tiberio