Editoriale

E’ iniziata la campagna elettorale e i consiglieri regionali calabresi guardano a Crotone

La storia si ripete.
Con l’approssimarsi delle campagne elettorali ecco che in città spuntano manifestazioni, proteste e le mail delle redazioni iniziano ad essere invase di comunicati stampa da parte di molti consiglieri regionali ed esponenti politici.
Ecco che puntualmente, da destra, da sinistra e da centro, la politica si ricorda che in Calabria esiste un territorio, chiamato Crotone, che potrebbe essere un buon bacino di voti.
La politica messa in atto è sempre la stessa, basta semplicemente buttare fumo negli occhi per ottenere consenso.
È accaduto in passato e sta accadendo anche oggi.
Il territorio crotonese è piegato su se stesso, isolato dal resto della Calabria e dal resto del mondo proprio perché troppo spesso ci si è lasciati condurre per mano da chi poi, una volta ottenuti i consensi ha fatto calare il silenzio sulle diverse vertenze aperte.
Viene facile pensare che tutto questo fa comodo alle lobby cittadine, ma non si può pensare che faccia comodo alla popolazione, almeno non più.
Si fa un gran parlare di emersione del lavoro nero ma in realtà ci si deve accontentare di quello che ti offrono perché per uno che rinuncia altri dieci diranno di si per molto meno. Per non parlare di quanti si rivolgono al potente di turno per un posto di lavoro che viene fatto passare come un favore fatto, quando in realtà si tratta di diritto negato.
Non si da vita a progetti di sviluppo concreti, tutto è approssimato, senza una vera prospettiva.
Ciò che ci si augura è che i cittadini prendano finalmente coscienza e valutino, facciano mente locale e sappiano guardare e ricordare le promesse mai mantenute nel passato.
Mai come in questo momento occorre, tenere gli occhi aperti, usare la testa, decidere da che parte stare.  Per troppo tempo ci si è lasciati convincere, oggi non c’è più tempo.
Oggi, ciò che  merita Crotone è che finalmente le forze degli onesti si uniscano per diventare una forza etica, sociale, culturale, politica al servizio del bene comune.