Attualità

Disagi negli uffici giudiziari: la Uilpa scende in piazza

La grave situazione che si registra presso gli Uffici Giudiziari del Cedir, in particolare presso il Tribunale di Reggio Calabria ed a più riprese segnalata dai lavoratori e di recente portata in piazza con vibrate ed appassionate proteste, è oramai da attribuire non solo ad una serie di annose criticità, ma anche all’inerzia della macchina burocratica e di coloro che sono preposti a farla rotare.

È Patrizia Foti – Segretario Generale Territoriale della UILPA di Reggio Calabria – a risollevare il problema e continuare la battaglia intrapresa e mai interrotta, contro quella inefficiente burocrazia che ad oggi, dopo ben quattro anni di lotte attraverso stati di agitazione, scioperi e manifestazioni pubbliche, ancora è ferma alla linea di partenza.

Purtroppo – continua Foti – tutte le richieste ed i solleciti sono rimasti inevasi e privi di riscontro, nessuna miglioria è stata registrata, molte le promesse e gli impegni assunti, ma nessun intervento è stato programmato o eseguito ne, tantomeno, si ha contezza di un’imminente programmazione di interventi strutturali all’edificio.

A prostrare ancora di più gli animi dei lavoratori, anche il mancato riscontro da parte della Dirigenza del Tribunale, di un tavolo di confronto, più volte richiesto e necessario a discutere, ai sensi dell’art. 7 del C.C.N.L. sulle misure concernenti la salute e sicurezza sul lavoro.

La misura è colma – incalza Foti – e la situazione è ormai al massimo livello di criticità, i lavoratori, gli operatori del diritto e i cittadini che si recano al CEDIR, ogni giorno corrono il serio e fondato rischio di imbattersi in oggettive condizioni di assoluto disagio e pericolo, come una sorta di roulette russa e, oltre a patire l’atavica carenza di personale, la durata degli orari di lavoro oltre la previsione contrattuale, i carichi di lavoro particolarmente eccessivi che concorrono a determinare un continuo stress da lavoro correlato, sono costretti a trascorrere la giornata lavorativa in ambienti insalubri e scarni delle più elementari norme di sicurezza, con infissi obsoleti ed in parte sigillati che impediscono il normale e necessario ricircolo dell’aria, o precipitati sulle scrivanie, come già accaduto di recente all’interno della cancelleria GIP/GUP.

A peggiorare la situazione anche la presenza di un elevato numero di faldoni depositati lungo i corridoi che, oltre ad appesantire la struttura dell’edificio, ostruiscono le normali vie di fuga e contribuiscono, assieme allo sversamento dei liquidi della condensa di alcuni climatizzatori, ad accentuare l’insalubrità degli ambienti, in conseguenza anche della mancata disinfestazione di tutti i locali, nonostante le numerose richieste inoltrate sin dal 2017.
Tenuto conto – chiosa Foti – che nonostante i diversi incontri della Conferenza Permanente, le numerose richieste di confronto ed i solleciti per la risoluzione delle criticità segnalate, ad oggi non si riscontrano ancora radicali soluzioni per affrontare i tanti problemi e le oggettive difficoltà in cui incappano giornalmente i lavoratori e che, comunque, non prescindono sul diritto alla salvaguardia della salute dei lavoratori.

Si ritiene quindi necessario – conclude Foti – nelle more di mirati interventi straordinari e particolari da parte dei competenti uffici tecnici del Ministero della Giustizia, atti a supportare la locale gestione delle emergenze, riprendere e proseguire lo stato di agitazione dei lavoratori con eventuale astensione successiva dalle attività istituzionali, richiedendo contestualmente un tavolo tecnico con il Prefetto di Reggio Calabria, a tutela di quella dignità e integrità fisica, oramai calpestate da una disarmante e latitante amministrazione e da uno Stato che si può definire inosservante delle Leggi da lui stesso emanate.