Cronaca

Decimo giorno di protesta per i 52 dipendenti del Carrefour di Crotone

In località Passovecchio i dipendenti dell’ipermercato, licenziati con un whatsapp, continuano la loro azione di protesta, a difesa di un diritto che, dopo 26 anni, oggi viene loro negato.

Una protesta che è balzata agli onori della cronaca nazionale per le modalità con cui hanno perso il loro posto di lavoro.

Ma, se da una parte i riflettori mediatici sono puntati verso le storie di questi 52 dipendenti, dall’altra, inizia a farsi spazio in alcuni lo sconforto per l’insostenibilità della situazione che si è venuta a creare.

Senza stipendio da tre mesi e dietro l’angolo, al momento, nessuna prospettiva, se non quella di attendere che il MISE risponda alla richiesta di convocazione avanzata dalle organizzazioni sindacali.

Ciò che chiedono i sindacati è la possibilità di avere al tavolo, che verrà convocato dall’Unità di crisi, Carrefour Italia. Sindacati che intendono inoltre avviare il tentativo della cassa integrazione straordinaria per poter consentire una boccata d’ossigeno ai dipendenti licenziati e alle loro famiglie.

“Siamo qui, al fianco dei lavoratori a presidiare, non li lasciamo mai soli – sostiene Salvatore Federico della Fisascat Cisl – in attesa di essere convocati all’Unità di Crisi, e con la speranza che si possa dare ascolto alle nostre richieste e alle nostre proposte. Qui, ogni giorno che passa, la situazione diventa sempre più pesante. Questi lavoratori devono percepire tre mensilità arretrate, e anche da questo punto di vista la situazione inizia a diventare pesante”.

Tra le sollecitazioni avanzate dal mondo sindacale anche la richiesta al sindaco di Crotone Ugo Pugliese di convocare un consiglio comunale aperto alle organizzazioni sindacali, alle associazioni datoriali e alle forze sane della società affinché la vicenda coinvolga tutti.

Va inoltre sottolineato che l’Amministrazione Comunale sin da subito ha avviato un dialogo con la Carrefour italia poiché ritiene sia l’unico interlocutore serio e valido, l’unica strada percorribile per consentire un futuro ai 52 dipendenti licenziati.