Cronaca

Dattolo non risponde, Adamo chiede revoca

L’ex capogruppo dell’Udc nel Consiglio regionale della Calabria, Pasquale Tripodi, è stato interrogato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Reggio Calabria, Olga Tarzia, nell’ambito dell’inchiesta sui rimborsi dei gruppi consiliari. Nei giorni scorsi Tripodi era stato raggiunto da un provvedimento di divieto di dimora in Calabria. Durante l’interrogatorio, l’ex capogruppo dell’Udc ha spiegato nel dettaglio i meccanismi di spesa dei fondi dei gruppi consiliari. Il difensore di Tripodi, l’avvocato Umberto Abate, al termine dell’interrogatorio ha affermato che “il mio assistito ha risposto alle domande dei giudici con assoluta serenità. Riteniamo di avare esposto adeguatamente le nostre ragioni rispetto agli addebiti, spiegando dettagliatamente i meccanismi di spesa. Spese assolutamente conferenti con quanto dettato dalla normativa regionale in materia. Successivamente valuteremo di presentare una istanza di revoca della misura afflittiva per sopravvenuta insussistenza delle esigenze cautelari”. Dopo Tripodi sarà sentito l’ex consigliere regionale del Pd Nicola Adamo. L’ex consigliere regionale del Pd Nicola Adamo ha presentato istanza al Tribunale della libertà di Reggio Calabria per chiedere la revoca del divieto di dimora in Calabria disposto nei suoi confronti nell’ambito dell’inchiesta sulle spese dei gruppi consiliari della Regione. Adamo, difeso dagli avvocati Ugo Celestino e Fabio Viglione, è giunto stamane negli uffici del tribunale di Reggio Calabria per essere sentito dal giudice per le indagini preliminari che ha emesso il divieto di dimora. “Siamo assolutamente fiduciosi – affermano in una nota i difensori di Adamo – di poter dimostrare l’assoluta correttezza dell’operato di Nicola Adamo, confortati anche dalla ‘natura politica’ delle spese contestate e dall’appartenenza dell’ex consigliere al gruppo misto. Nessuna spesa personale, eccentrica o estranea alla funzione svolta. Peraltro, non gli si contesta di aver ‘intascato’ per sé fondi destinati all’attività politica e istituzionale e tanto non può essere ignorato neanche in una corretta contestualizzazione dei fatti. Convinti delle nostre ragioni in fatto ed in diritto, abbiamo già proposto istanza di riesame per la revoca del divieto di dimora che riteniamo, peraltro, non assistito dalle esigenze cautelari”. “Ora – concludono – la completa acquisizione degli atti d’indagine, suscitata dalla nostra richiesta di riesame, ci consentirà di procedere ad un’analitica confutazione della tesi sostenuta dall’accusa”.