Cultura & Spettacolo

Cutro: la bellezza delle donne salverà il mondo

La bellezza salverà il mondo è stato il titolo dell’evento tenutosi nella serata del 24 agosto, alle 21.30, presso il Piazzale del Crocifisso. Un’occasione importante per la città degli scacchi, che così intende reagire al momento difficile di un Comune sciolto per infiltrazioni mafiose.

L’evento è stato moderato da Rosanna Nardo, che ha sottolineato sin dall’inizio l’importanza dell’evento in risposta ai tempi difficili che attraversano la comunità cutrese. La Nardo, che ha condotto la serata con competenza e attenzione nonché con savoir faire ironico al femminile, ha poi dato la parola a Padre Giovanni Aitollo, parroco delle parrocchie della S.S.ma Annunziata e del S.S.mo Crocifisso, tra i promotori degli eventi culturali che hanno segnato l’estate cutrese 2020, e che ha sottolineato l’importanza del detto di Dostoevskij “la bellezza salverà il mondo” e riallacciandosi alla musica di Mozart e alle parole religiose ha posto l’attenzione sul concetto cristiano di bellezza e della necessità che vi sia da parte dei cutresi un atteggiamento di positività verso il proprio paese, rammentando anche l’importanza dei calanchi come bellezza paesaggistica cutrese.

La parola poi è passata all’architetto Fabio Massimo, che è stato l’architetto che ha progettato e diretto i lavori per il recupero della chiesa di Santa Caterina, meglio conosciuta come chiesa delle Monachelle. Fabio Massimo s’è soffermato sul concetto di bellezza soggettiva, in quanto la bellezza risente di un senso di percezione e varia quindi da persona a persona. Allo stesso tempo il noto architetto cutrese ha fatto un interessante excursus sulla evoluzione storico-urbanistica di Cutro sottolineando le note positive e quelle negative di tale processo di evoluzione. In particolare ha voluto ricordare come i quartieri Ina Casa e Unra Casa furono progettati negli anni cinquanta da architetti famosi, come Fiorentino e De Renzi, poi ha sottolineato lo sviluppo disordinato della città di Cutro e, in particolare, come con la conurbazione i quartieri Ina Casa e Unra Casa finirono col perdere le loro qualità distintive e prevalse il brutto delle costruzioni che distrusse il modello residenziale di stampo americano delle case con giardino. Infine Fabio Massimo ha voluto sottolineare, mediante una carrellata, le possibili progettualità urbanistiche e perciò ha ripreso le iniziative dei laboratori di architettura dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria che si tennero a Cutro nel 2004. Alla fine Fabio Massimo ha voluto dare il messaggio che la vera bellezza sociale sta nella bellezza e nel sano progettare dell’abitare.

Gino Camposano, cultore di storia locale, ha invece recitato alcune poesie in vernacolo cutrese. Nel corso della serata ha preso la parola il musicista Giuseppe Talarico, facente parte del gruppo Rua Mentana che ha posto l’accento sulla bellezza nella musica e sul rapporto tra l’arte musicale e la bellezza e sul colore musicale della Calabria.
Domenico Colosimo, portavoce del movimento Calanchi del Marchesato ha parlato della necessità di tutelare i calanchi rispetto all’ipotesi di insediamento di una discarica di rifiuti e ha annunciato altri due appuntamenti del 28 e 29 agosto relativamente ai calanchi.
Infine sono state le artiste Monica Arabia e Rosanna Vetturini, che hanno realizzato dei disegni in estemporanea, a prendere la parola. Monica Arabia ha disegnato un albero, volendo rappresentare madre natura che dà la vita. L’artista cutrese ha voluto soprattutto porre l’accento sulla natura che appartiene a tutti, sulla natura come valore universale di bellezza e ancor di più ha insistito sulla concettualizzazione della natura come creato di Dio e, quindi, ha esortato a rispettare la natura, a fare il tutto possibile perché la natura sia protetta e ha invitato ognuno a fare la propria parte. Monica Arabia –v’è da dire- che da molto tempo sui social sta sostenendo una battaglia per la valorizzazione di Cutro e del suo territorio e in questi giorni ha preso una netta posizione contro coloro che buttano cumuli di rifiuti per le strade del paese.

Rosanna Vetturini ha disegnato la nascita di un bambino e prendendo la parola ha voluto sottolineare quanto la bellezza risiede nella vita, quanto si deve avere il senso della rinascita in un momento difficile come quello attuale, traversato dal coronavirus. Rosanna Vetturini ha inteso soprattutto fare cenno ai genitori che hanno avuto il covid e che gli ha fatto capire quanto proprio la bellezza sta negli affetti che nutrono il vivere. Una bellezza che sta nella semplicità, questo ha detto l’artista cutrese, e il bello sta nell’affermazione della cultura della vita contrapposta alla cultura della devastazione.

È stato un evento al femminile “la bellezza salverà il mondo” , perché è proprio dalle donne che v’hanno partecipato che sono pervenuti i veri, intensi e attinenti significati di bellezza