Cronaca

Crotone: via Olimpia, quel che resta di una strada!

Via Olimpia che paradosso, la Strada Provinciale 50 dedicata alla città che ospitava i giochi olimpici nell’antica Grecia, oggi non è altro che un percorso ad ostacoli degna dei più coraggiosi e audaci Milone dei nostri giorni.
Per tutta la tratta, la strada, o quel che ne resta, è disseminata di buche e avvallamenti, di piccole ed enormi frane, di restringimenti e di segnali che impongono limiti di velocità a 20 km/h. Le foto che corredano questo articolo mostrano il tratto più scabroso e pericoloso di tutta la strada, una frana che ormai da qualche anno non fa altro che continuare a mangiucchiare l’asfalto e ingurgitarlo nella vallata sottostante.
Il rischio reale in questa trentina di metri ridotti ad una sola corsia con circolazione a senso alternato, è quello di finire giù nella scarpata, perché nei metri più pericolosi non sono presenti neanche le barriere di cemento che delimitano la frana. Nel resto della strada, soprattutto quello che scende verso via delle Nazioni Unite, bisogna fare molta attenzione a dove si mettono le ruote, l’asfalto è disconnesso e in evidente stato di abbandono, molti i tratti franati che creano dei gradoni nel centro della carreggiata.
La manutenzione di questo disastro è competenza della Provincia di Crotone, o di quello che ne resta fino al referendum del prossimo Dicembre. E’ inutile dire che servono soldi, tanti soldi, proprio quelli che l’Ente intermedio non ha, perché sommerso dai debiti! Ipotizzare la chiusura del tratto dirottando il traffico sul versante marino di capo colonna è altrettanto improbabile, perché la SP49 che sale verso il promontorio versa nelle stesse condizioni della SP50.
Tutte le strade dell’intera provincia crotonese hanno bisogno di manutenzione, sconosciuta ormai da tempo e che ha già portato alla chiusura di diverse tratte.
Possiamo solo invitarvi alla prudenza e a cercare di non utilizzare i margini della strada come discarica a cielo aperto, altro sport che ai cittadini crotonesi è molto noto e congeniale, poltrone carcasse e sacchi di immondizia lasciati lì come se non esistesse un posto più adatto allo scopo.
Fabrizio Carbone