Cronaca

Crotone: Una corona di fiori per commemorare le vittime della Phoenix (Fotogallery)

Alla fine la Phoenix è attraccata a Crotone con il suo carico di vite umane spezzate, molte delle quali bambini in tenerissima età.
593 persone, in prevalenza somali, eritrei e sudanesi, 125 le donne, 467 uomini un solo minore non accompagnato, l’unico tra i più piccoli ad essersi salvato.
Gli altri 32 sono scesi dalla nave in sacchi bianchi, gli adulti in barella e i più piccoli in braccio agli uomini dell’equipaggio.
Sulla banchina chiuse nel loro dolore,  le mamme con lo sguardo perso nel vuoto, gli occhi gonfi di lacrime indifferenti alle cure amorevoli che venivano loro prestate dagli uomini delle Forze dell’ordine, dai volontari della Misericordia e dai mediatori culturali che mai come oggi avevano vissuto una situazione così surreale.
Un viaggio che doveva essere di speranza si è tramutato in morte e non per via delle cattive condizioni meteo.
Sembrerebbe, da quanto emerso da alcuni racconti, che mentre la Phoenix si era avvicinata al loro barcone la Guardia costiera libica abbia esploso alcuni colpi all’indirizzo del barcone, la paura di essere colpiti e il movimento di quanti erano a bordo ne ha provocato il rovesciamento e il conseguente annegamento dei 32 migranti , in gran parte bambini.
All’arrivo a Crotone, dopo lo sbarco, Don Ezio Limina ha lanciato in mare una corona di fiori su cui era riportata la frase: “La città di Crotone in memoria delle vittime innocenti” . Il Vicario Generale Don Giuseppe Marra, ha poi benedetto le salme, con lui anche alcuni mediatori culturali che hanno recitato preghiere islamiche.
Le salme verranno successivamente tumulate nei cimiteri dei comuni della provincia di Crotone, sulla base della disponibilità dei loculi.
Crotone (19), Cotronei (2), Cirò Marina (4), Roccabernarda (2), Cirò (2), Rocca di Neto (2), Carfizzi (2), Caccuri (1).
Uno sbarco che ha profondamente colpito tutti, anche quanti da tempo fanno parte della splendida macchina organizzativa diretta dalla Prefettura di Crotone.
Volti segnati dal dolore e dalla disperazione, piccole vite spezzate, in particolare mamme straziate dal dolore per la perdita dei loro figli, sole in un paese che non è il loro.