Politica

Crotone: Sul PSC solo indicazioni? Il consigliere comunale Giovanni Procopio interroga Ugo Pugliese

 

riceviamo e pubblichiamo

Interrogazione a risposta scritta in merito allo stato dell’arte del redigendo Piano strutturale comunale di Crotone a seguito degli indirizzi politici di cui alla deliberazione di consiglio comunale n. 164 del 20.12.2016 “Legge urbanistica regionale n. 19 del 16 aprile 2002 e n. 28 del 1° agosto 2016. Piano strutturale comunale: ricognizione stato attuazione e adesione alla procedura di pianificazione a consumo di suolo zero.”
Con riferimento alla programmazione urbanistica di questo territorio e alle linee programmatiche da Lei enunciate all’atto del Suo insediamento “…derivanti da una attenta e ragionata analisi del territorio e dei suoi bisogni”, Le faccio richiesta di volermi fornire, in forma scritta, tutti gli elementi utili in merito allo stato dell’arte del redigendo Documento Preliminare del Piano Strutturale Comunale di Crotone.
Ciò per poter esercitare, con piena cognizione, l’espletamento delle mie funzioni di Consigliere Comunale in ordine alla verifica della correttezza e dell’efficacia dell’operato dell’Amministrazione.
Credo sia necessario, infatti, capire se dopo gli intendimenti preannunciati nel Consiglio Comunale del 20 dicembre u.s., il futuro sviluppo urbanistico di questa città rimane legato ancora solo a “indicazioni” e “principi”, oppure, al contrario, sono stati fatti passi in avanti tali far presagire la ripartenza dell’economia locale, che come Lei saprà anche in questo settore è ridotta ormai ai minimi termini, atteso che l’unica risorsa a produrre lavoro per i professionisti e gli imprenditori, in questo momento, risulta essere la “vetustà” dei fabbricati cittadini e i relativi “interventi di “risanamento conservativo” delle facciate.
Ad ogni modo, per chiarezza espositiva, mi conceda alcune brevi considerazioni.
Le Deliberazioni della Giunta Comunale n. 328 del 12/12/2016 e n. 164 del 20/12/2016 del Consiglio Comunale hanno sancito de facto la volontà dell’Amministrazione Comunale di Crotone di adottare, nella formazione del Piano Strutturale Comunale, la procedura a “consumo di suolo zero” nelle modalità disposte dall’art. 27 quater della Legge Urbanistica Regionale n. 28 del 5 agosto 2016 e, come sancito dall’art. 13 della stessa legge, attraverso le forme di confronto con gli enti territorialmente interessati per quanto riguarda la compatibilità e la coerenza delle scelte pianificatorie del documento preliminare del piano comunale con gli strumenti di pianificazione sovraordinati, anche per la realizzazione delle condizioni per lo sviluppo sostenibile del territorio.
Aderendo al procedura “consumo suolo zero” il Comune ha altresì deciso di usufruire di quanto stabilito dal comma 2-bis dell’art. 65 della LUR, ovvero, quale premialità, il mantenimento delle previsioni del previgente strumento urbanistico generale comunale (PRG) fino e non oltre il 30 giugno 2017 e la riduzione della metà dei termini per l’acquisizione dei pareri/nulla-osta ai fini dell’approvazione.
Tale riduzione, che non si applica per l’ottenimento dei pareri previsti dal d.lgs. 152/2006, ove obbligatori, fissa in ogni caso la definitiva approvazione entro e non oltre il 31 dicembre 2017.
Decorsi i suddetti termini, secondo i disposti di cui agli artt. 28 e 67 della citata Legge Urbanistica Regionale, si applicano i poteri sostitutivi da parte degli Enti sovraordinati con la nomina di un apposito commissario ad acta con oneri a carico dell’ente inadempiente.
Inoltre, la Circolare n° 294504 del 29/09/2016 del Dipartimento n° 11 – Ambiente e Territorio della Regione Calabria inviata a tutti i comuni calabresi avente ad oggetto “Legge Urbanistica Regionale n. 28 del 1° Agosto 2016 – Circolare esplicativa sulle procedure per la formazione dei PSC/PSA” chiarisce “ …che non è sufficiente deliberare da parte dei Comuni l’adesione al principio di “consumo di suolo zero” per vedere riconosciuta automaticamente la procedura connessa, ma che, al contrario, a detta scelta politica devono seguire ben definite analisi ed eventuali conseguenti rimodulazioni che rendano compatibile la nuova pianificazione comunale al quadro normativo ed alle disposizioni sovraordinate ed in particolare alle nuove esigenze di sviluppo del territorio comunale.”
Sulla base di queste considerazioni è pleonastico affermare che, una volta recepite le stringenti tempistiche per l’iter di approvazione del PSC dettate dalla normativa regionale, ci si senta, quantomeno, allarmati avendo registrato un silenzio inquietante sull’argomento fino ad oggi.
Esiste la preoccupazione da parte di tutti, addetti ai lavori e non, poiché non vi è comunicazione su quale impostazione programmatica stia eventualmente lavorando l’Amministrazione Comunale.
Non esiste contezza di atti consequenziali e prodromici a seguito dell’indirizzo politico sancito nella Deliberazione di Consiglio Comunale del 20 dicembre 2016.
Tutti aspetti, mi creda, che, nella consapevolezza del territorio come bene comune, meriterebbero di essere attentamente studiati, condivisi e partecipati sia per gli aspetti specifici che per le implicazioni generali.
Mi rendo perfettamente conto che questa Amministrazione ha una difficoltà nella programmazione ma oggi si tratta di saper cogliere le sfide, di ridisegnare con cognizione il futuro della nostra città che per molto tempo è stata abbandonata nel più assordante silenzio.
D’altronde i nostri cittadini, nell’attribuirLe la responsabilità del governo di questa città, speravano in un segnale di discontinuità che, fino ad ora, tarda ad arrivare.
La crisi, anzi voglio usare il termine giusto, la POVERTÀ che sta colpendo la nostra gente riguarda sempre di più professionisti come geometri, architetti e ingegneri che spesso lavorano senza alcuna corresponsione di onorario.
O riusciamo a capire questo, o ascoltiamo il grido che viene dai nostri cittadini, oppure ci avviciniamo sempre di più ad un punto di non ritorno.
La nuova Legge Urbanistica Regionale, ci può aprire una strada per sbloccare l’economia cittadina almeno per quanto riguarda questo settore che diventa vitale per un nuovo sviluppo.
Tutto questo va fatto con una forte e convinta partecipazione e concertazione.
Proprio sul tema della concertazione e partecipazione, vorrei attirare la Sua attenzione sul principio fondante dell’attuale Legge Urbanistica Regionale, vale a dire : l’ispirazione ad un nuovo modello di pianificazione circolare, cioè praticata contemporaneamente, un modello, quindi, che abbandona la struttura piramidale urbanistica dei piani a “cascata” a favore di un approccio cooperativo di una pluralità di soggetti che sono chiamati a dare il proprio contributo non solo sulle Linee Programmatiche del Piano ma anche delle relative linee di azione e degli aspetti operativi.”
Ancora una volta l’appello all’Amministrazione Comunale è quello che credo di aver già ampiamente manifestato nell’intervento al Consiglio di dicembre scorso, dove affermando che“…il nuovo piano deve essere lo strumento concertato e partecipato da tutti i portatori d’interesse”, ho manifestato chiaramente la posizione mio gruppo “Crotone Bene Comune”, ovvero il netto dissenso rispetto a politiche che prevedono lo “schema piramidale di una pianificazione urbanistica che cade dall’alto, già confezionata e non concertata preventivamente”.
Restando in attesa di un Suo cortese riscontro, La prego di gradire i miei migliori saluti.

Geom. GIOVANNI PROCOPIO Consigliere comunale