Cultura & Spettacolo

Crotone: “Spazi Paralleli” vernissage della collettiva d’arte moderna

Inaugurata ieri sera presso il Bed&Bed di Fabrizio Pulvirenti, sede insolita per una mostra d’arte, la collettiva d’arte moderna intitolata “Spazi Paralleli”. Sei artisti del territorio estremamente diversi tra di loro, uniti dal dono comune dell’arte. Tra i divani, le cucine e i letti, i quadri di Giovanna Semerano, Alessandra Errigo, Franco Bartolo Longo, Giovanna Errigo e Gabriella Frustaci, il sesto artista è lo scultore Giovanni Maria Arone. L’allestimento delle opere all’interno dello show room è stato curato da Silvia Rizzuto.
“Se si riuscisse a dare con le parole il significato di un dipinto non si porrebbe la necessità di dipingerlo – così Silvia Rizzuto nel presentarci la mostra – bisogna ridare valenza all’opera d’arte in sè distaccandola dal pregiudizio dall’elemento d’arredo, questa era anche la proposta provocatoria di Spazi Paralleli. La novità dell’arte moderna è che la fruizione non è solo contemplativa, ma il fruitore interagisce con l’opera e con l’artista”.
Parlare con gli artisti è sempre una forma di arricchimento, un modo di entrare nei loro mondi di farsi guidare nelle loro opere, Giovanni Maria Arone ci guida attraverso l’esposizione con queste parole: “E’ un momento importante per scardinare i luoghi espositivi; è un momento per destrutturare uno spazio, perché l’opera d’arte si impossessa degli spazi in modo forte, e riuscire a modificare uno spazio che nella sua quotidianità ha un senso, come può essere un negozio, tramutarlo in altro, dà l’idea di poter convivere in uno spazio che ha una funzione ma poi si innesta in un’altra funzione, si incastra!!! E’ un modo anche per svincolare la standardizzazione dei messaggi, l’arte è questo, scompigliare i messaggi, scompiglia il già dato, scompiglia l’ordinario, deve dare una mano a vedere le cose in modo diverso”.
La pittura la fa un po’ da padrona in questa esposizione, la prima autrice che abbiamo ascoltato è Giovanna Semerano: “Il visitatore ha modo di vedere l’ambientazione che può avere un quadro, come possono stare insieme diversi stili; in genere si disconosce la collocazione di un quadro nell’ambiente, c’è una convinzione di massa che un quadro moderno non possa stare in un ambiente classico e viceversa, invece qui si può capire che stili diversi e modi diversi di vedere le cose possono armoniosamente stare insieme”.
Alessandra Errigo ci parla dell’arte come un punto d’unione e di bellezza: “C’è una volontà comune di parlare di arte, perché in questo nostro territorio manca la possibilità di incontrarsi, l’arte ci fa stare bene, fra tutte le brutture che spesso ci circondano l’arte fa in modo che la bellezza esca fuori”.
Gabriella Frustaci, con la sua solita esplosività creativa e di comunione culturale richiama l’attenzione alle promesse che in un passato remoto e recente sono state fatte dai politici con sede nella casa comunale: “Siamo un gruppo di amiche che si incontrano da diversi anni, piano piano stiamo cercando di ricostruire uno spazio d’arte a Crotone che è sparito da molto tempo, ci avevano promesso uno spazio che ancora stiamo aspettando. A parte me che sono un’appassionata, qui ci sono ragazzi che fanno arte per vivere, nessuno ci ascolta ma in compenso ci vengono a vedere in molti, avere uno spazio espositivo sarebbe un grande passo avanti. Io dico sempre che se un sorriso allunga la vita, l’arte la colora”!
“Un evento di cui questa città ha un grande bisogno – Giovanna Errigo descrive così la sua partecipazione alla collettiva – Fin da subito la proposta dei fratelli Pulvirenti di esporre le nostre opere nel loro showroom ci è apparsa come originale. Questo ci fa dire che Crotone ha ancora molti spazi da far conquistare all’arte per poter essere utilizzati come luoghi che emozionano con forme e colori”.
Le ultime chiacchiere le abbiamo fatte con Franco Bartolo Longo, artista che ha deciso di lasciare il comodo impiego per il mondo dell’arte, che ha abbandonato i tubetti di colori per poter creare le proprie tavolozze impastando a mano le polveri e i pigmenti: “E’ la prima collettiva che faccio dopo vent’anni, Giovanna mi ha chiesto di partecipare e non sono riuscito a dire di no! Io dipingo da fotografo e fotografo da pittore, quando penso ad una foto devo vederla in modo pittorico, la fotografia è quella che mi da le basi per impostare i miei lavori. Ho avuto la fortuna di conoscere alcuni personaggi del mondo dell’arte come Giorgio Ghelfi, Giorgio Michetti o ancora Francesco Ferrovecchio, che mi hanno aperto la mente a nuovi mondi e a nuove mete, ho trovato sulla mia strada non dei semini ma delle bombe atomiche, che hanno trasformato completamente il mio modo di dipingere. La pittura è una cosa potente!!!”
Non fatevi sfuggire l’occasione di poter ammirare le opere di questi artisti che ad ogni mostra mettono in gioco una parte della loro esistenza.
Fabrizio Carbone

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