Cultura & Spettacolo

Crotone, San Dionigi: in occasione dei festeggiamenti diffusa la nuova preghiera di affidamento

Con la processione lungo le vie del centro cittadino e la santa messa si sono chiuse le celebrazioni in onore di San Dionigi, patrono di Crotone.

Dionigi, primo vescovo della città vi giunse intorno al 5° secolo dopo Cristo.

Su Dionigi e sulla sua presenza a Crotone si sa molto poco, unica grande certezza, così come ricordato, nel corso della solenne liturgia mattutina, da Monsignor Domenico Graziani, il grande legame che si era instaurato con il popolo che lo ha voluto come protettore.

Diversi i segni che ogni anno caratterizzano questa giornata di festa e di fede che inizia con la benedizione delle sementi e dei mezzi agricoli.

I festeggiamenti in onore di San Dionigi erano iniziati, con la benedizione dei trattori e delle sementi radunati in Piazza Duomo.

Il percorrere insieme al Santo patrono le vie cittadini, nella religiosità popolare, significa riscoprire le proprie radici e con esse la propria religiosità.

In particolare l’agricoltura, come un mestiere fondamentale, sia dal punto di vista del sostentamento che fornisce sia da quello culturale.

Un momento di festa nei cui segni emerge chiaro lo stretto legame tra l’uomo e il creato.

Una festa che vuol essere il ringraziamento a Dio per la terra e i suoi frutti, da parte del mondo agricolo e il bisogno di affidarsi affinché dalla terra nascano buoni frutti.

Come si affidò San Dionigi, mettendosi al seguito di Paolo, il popolo dei fedeli attraverso la celebrazione di San Dionigi, patrono della città e della Diocesi di Crotone – Santa Severina si affida alla volontà di Dio.

In occasione dei festeggiamenti a San Dionigi è stata diffusa la nuova preghiera di affidamento a San Dionigi, approvata da monsignor Domenico Graziani e – come spiegato dal rettore della Basilica cattedrale Don seraino parise – “composta ripercorrendo il discorso di San Paolo all’Aeropago secondo il racconto lucano e tenendo conto delle indicazioni per la nostra chiesa e il nostro contesto, che vengono dalla venerazione del santo ateniese convertitosi al cristianesimo”.