Cronaca

Crotone, salta il tavolo di trattativa tra sindacati e il Gruppo Pristerà

Riceviamo e pubblichiamo

Il Gruppo Pristerà (PAM) fa saltare il tavolo di trattativa per eventuale attivazione accordo di prossimità per riduzione del 15% del salario di tutti i Lavoratori e le Lavoratrici di tutti i punti vendita. Riteniamo necessario evidenziare in premessa , se pur in maniera molto sintetica , il percorso sin qui’ condotto. E’ ormai dal 2011 che le scriventi OO.SS. hanno intrapreso un confronto preventivo , condiviso con questa Azienda, un percorso basato innanzi tutto sulla fattibilità di piani industriali definiti, dai quali potessero scaturire scelte atte a verificare e definire condizioni capaci di coniugare le esigenze economiche e produttive dell’azienda e soprattutto dei lavoratori e delle loro famiglie . Sempre in maniera esemplificativa questa Azienda ha beneficiato
in maniera costante fino ad il 07 Aprile u.s. del Contratto di Solidarietà previo accordi sottoscritti con le scriventi Organizzazioni Sindacali, per tutti i i lavoratori impegnati in tutti i Punti Vendita, con conseguente abbattimento del costo del lavoro e quindi riduzione del salario dei lavoratori tutti, con enormi sacrifici che hanno gravato sulle spalle dei lavoratori e delle loro famiglie, con l’unico obiettivo di consentire un rilancio aziendale e la conservazione del posto di lavoro. A motivo del percorso sin qui fatto, anche questa volta ritenevamo scontato e auspicabile che si attivasse un confronto preventivo, costruttivo, sulle eventuali scelte da adottare, ma con nostro sconcerto dopo un primo incontro interlocutorio avvenuto prima che si verificasse l’emergenza COVID-19, l’azienda pensava bene senza tener conto del percorso tracciato di relazioni sindacali condivise e messe in atto sin dall’inizio della crisi, di portare avanti le proprie proposte in maniera unilaterale, facendo sottoscrivere a gran parte dei lavoratori un un cambio di contratto di lavoro con riduzione del salario del 15%, accordo che per quello che ci riguarda riteniamo non solo poco corretto e chiaro per diversi aspetti, ma addirittura eccessivo nella percentuale di riduzione del contratto orario . E’ inaccettabile,incomprensibile un simile atteggiamento ,nei confronti innanzitutto dei lavoratori che in tutti questi anni hanno dato prova di grande senso di responsabilità e appartenenza non facilmente riscontrabile e per nulla scontato, a motivo di un ormai strutturale perdita di salario. In un momento cosi’ drammatico dove l’aspetto prioritario doveva è deve essere la sicurezza a salvaguardia della salute dei lavoratori e nel mentre tantissime aziende faticano a riprendere le proprie attività produttive, in uno dei pochissimi settori dove c’e’ un incremento di fatturato che su scala nazionale si attesta al 20%, ci saremmo aspettati una sorta di premialità verso questi LAVORATORI, che andasse evidentemente in una direzione diametralmente opposta a quanto proposto. Proposte sulle quali le scriventi non avevano dato diniego assoluto,ma troppe erano e sono le questioni non chiare, lampanti alcune incongruenze che riteniamo realmente e oggettivamente rilevabili e che avremmo voluto e potuto certamente dirimere meglio, attraverso una prosecuzione di confronto come altre volte senza nessun atteggiamento da parte nostra precostituito e pregiudiziale ,nel rispetto pero’ anche e soprattutto delle nostre prerogative e di poter essere messi nella condizione di avere contezza dei contenuti degli accordi che da sempre sottoscriviamo, nel rispetto del mandato di rappresentanza che i lavoratori ci affidano. Avevamo chiesto, “manifestando anche l’auspicio di voler determinare un percorso positivo”,ci venissero forniti dettagli e documentazioni più riscontrabili
ed esaustive e con l’inserimento di maggiori postille a salvaguardia dei lavoratori, soprattutto per come prospettatoci, in virtù ad un imminente passaggio di proprietà. Di fatto non si sono determinate le condizioni per come avremmo voluto per firmare l’accordo per i motivi su citati. E’ lampante che ci troviamo al cospetto di un atteggiamento antisindacale e non possiamo che esprimere tutto il nostro disappunto per usare un eufemismo, per il grande senso di opportunismo dimostrato dall’azienda,approfittando delle difficoltà contingentate dal COVID-19, a non poter tenere assemblee per poter spiegare ogni cosa nei minimi dettagli ai lavoratori. Nostro malgrado, assumeremo tutte le eventuali opportune determinazioni che riterremo necessarie a chiarimento di alcune condizioni, anche attraverso il coinvolgimento delle istituzioni preposte , a salvaguardia e tutela dei lavoratori. Va ricordato che si tratta di una vertenza che riguarda circa 120 dipendenti su 5 punti vendita.
Filcams Cgil Fisascat Cisl Uil Tucs
Zizza Vincenzo Federico Salvatore Palmieri Pino