Cronaca

Crotone, presentati i lavori di ristrutturazione e adeguamento di “Medicina Nucleare”

Presentati questa mattina, nella biblioteca del San Giovanni di Dio i lavori di ristrutturazione e adeguamento dei locali di “MEDICINA NUCLEARE” del presidio ospedaliero di Crotone.
Nello sorso mese di giugno l’attività del reparto subì “una sospensione temporanea del servizio, dettata da carenze strutturali che non permettono di garantire la sicurezza degli utenti e del personale sanitario in servizio”, così come aveva annunciato lo stesso Direttore Generale ff, Maria Pompea Bernardi.
Questa mattina, affiancata dall’avvocato Francesco Masciari, dall’architetto Salvatore Francesco Bennardo, dall’ing. Giuseppe Racco e dal Direttore Sanitario Lucio Cosentino la dottoressa Bennardi ha illustrato il progetto che verrà realizzato sempre al primo piano del nosocomio pitagorico.
“Abbiamo diviso la zona fredda dalla zona calda, così come deve essere. Prima – ha sostenuto la dottoressa Maria Pompea Bernardi – non era in questo modo. A luglio abbiamo ricevuto molte critiche, perché la maggior parte non credeva che ci fosse questo problema reale ma pensavano che la direzione lo avesse inventato per altri scopi; non è così e lo abbiamo dimostrato. Adesso è una medicina nucleare di tutto rispetto. Sarà effettuata proprio regalandola ai cittadini di Crotone e del territorio che meritano questo e altro. Il progetto – prosegue la dottoressa Bernardi ” è costituito da una zona fredda (azzurra), la zona dove il paziente non è contaminato da sostanze radioattive, anche in questa zona ci sono gli ambulatori che si aggancia alla zona fredda. Il paziente, fatti tutti i percorsi: ecografie, visite di controllo eccetera….entra attraverso una porta attraversa un corridoio ed entra nella zona calda (rosa) dove gli verrà iniettato il materiale radioattivo. Il paziente ovviamente farà le visite che necessitano, farà qui l’esame da sforzo, che fino all’altro giorno era effettuato in cardiologia e farà la scintigrafia subito dopo sforzo. Effettuato tutto quello che deve fare in questa area, che è area calda, attraverso il corridoio passa nella zona dove c’è la gamma camera e quindi effettua proprio l’esame; finito l’esame il paziente si fermerà per una mezz’ora tre quarti d’ora in una zona che chiamiamo di decontaminazione, qui c’è il bagno diciamo che la prima immissione, della prima urina, sarà fatta qui e sarà raccolta da noi, dopo di che il paziente potrà uscire serenamente, andare a casa perché non c’è più nessun pericolo e lo farà attraverso un percorso d’uscita. A differenza di quanto accadeva in passato i percorsi d’entrata e uscita non si intrecciano, il paziente che ha avuto la puntura di radioattività non incontra nessun altro sul suo percorso, ma poi la cosa importante è che elimina le urine per la prima volta nella struttura”. Per quanto concerne i tempi di realizzazione va sottolineato che sarà sottoposto all’attenzione della Commissione area Vasta Centro che, da quanto appreso, al momento è priva di quattro membri. Trattandosi di una struttura pubblica e non di una struttura privata la dottoressa Bernardi si farà portavoce attraverso i Commissari affinché i tempi relativi all’autorizzazione siano rapidi. Se ci dovrà essere qualche modifica – ha sostenuto ancora la dottoressa Bernardi – “la si farà, ma diciamo che é fatta a regola d’arte e grossi problemi non ne dovremmo avere. Però se non si riunisce la commissione qualche problema ce l’avremo. Diciamo che tra incombenze e cose varie abbiamo calcolato un mese, un mese e mezzo, arriveremo a gennaio quando sarà affidato il lavoro. Da quanto mi è stato riferito dall’ingegnere Racco una volta affidati i lavori nel giro di tre mesi avremo il reparto chiavi in mano ma mi sono mantenuta larga, diciamo sei mesi. Ovviamente bisogna tenere conto degli intoppi durante lo sviluppo e dopo sei mesi noi avremo la nostra Medicina Nucleare fatta a regola d’arte che non avrà nulla da invidiare alle altre medicine nucleari”. La realizzazione della struttura avrà un costo che si aggira intorno struttura intorno ai 390/400.000. Va ricordato inoltre che la Gam Camera é inserita nelle apparecchiature che già sono state validate per un importo pari a 800.0000 euro. A tale proposito ha concludo la dottoressa Bernardi “proprio domani incontrerò in regione è l’ingegnere Gidaro e per portare avanti il tema del rinnovamento tecnologico dell’ospedale di Crotone che è importantissimo veramente ci darà una spinta futuristica importante per i cittadini”.