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Crotone, piscina olimpionica: futuro sempre più incerto per le società Kroton Nuoto, Lacinia Nuoto e Rari Nantes

Quando potranno riprendere a fare attività natatoria i ragazzi delle società Kroton Nuoto, Lacinia Nuoto e Rari Nantes? È questo l’interrogativo che i referenti delle tre società hanno chiesto che venga sciolto al più presto dall’Amministrazione Comunale di Crotone.

Per la gestione dell’impianto sportivo l’Amministrazione ha espletato una gara fino al 31 dicembre ma ad oggi hanno sostenuto i referenti delle tre società sportive non si muove nulla.

La mancata comunicazione ad oggi continua a creare non pochi disagi agli atleti che “non possono programmare il loro futuro” ha sostenuto Vincenzo Arcuri nel corso di una conferenza stampa indetta per “informare la collettività di tutte le procedure, le attività e le azioni che le tre società hanno messo in campo dallo scorso mese di agosto per addivenire ad una soluzione e soprattutto per entrare fattivamente in piscina”. In tanti, ha sostenuto ancora Arcuri, ci hanno chiesto di capire a che punto eravamo e abbiamo pensato di farlo attraverso una conferenza stampa”.

“Non ci sono certezze per l’immediato, e per il futuro” ha proseguito Arcuri. “Lunedì scorso abbiamo aperto le offerte economiche e le tre società sono risultate aggiudicatarie, sono entrate nella graduatoria prevista, si sono classificate ai primi posti e ovviamente dovranno essere legittimamente aggiudicatarie di quello che è lo spazio acqua che andranno ad acquistare, attenzione. Ad oggi, siamo a giovedì, non abbiamo avuto ancora una risposta in merito, ne tanto meno una pubblicazione delle graduatorie, ne alcuna comunicazione formale di essere aggiudicatarie di questi spazi che abbiamo acquistato. Incerti sul futuro perché la manifestazione d’interesse emanata dall’Amministrazione Comunale ha un termine che è quello del 31 dicembre. Dall’uno gennaio in poi – ha sostenuto ancora Arcuri – saremo qui nuovamente a chiederci quali possano essere le soluzioni”.

Per le tre società quanto sta accadendo ha “un danno sociale e sportivo. Sociale – ha spiegato ancora Arcuri – perché non abbiamo mai potuto iniziare l’attività agonistica e quella sociale perché i ragazzi sono per strada, non possono usufruire dell’impianto. Sono circa 300 i ragazzi, in età scolastica, che non possono svolgere l’attività che hanno svolto negli ultimi cinque anni in maniera continuativa. Un danno sociale che poi si riverbera sul piano sportivo perché ci sono opportunità sportive perché l’attività agonistica è assolutamente compromessa da quella che è questa situazione che si è venuta creare e poi ci sono tutti quei ragazzi che svolgevano l’attività di scuola-nuoto che non hanno potuto svolgere l’attività e si sono dovuti rivolgere ad altre attività sportive”.

“Due dunque i passi da compiere, ha spiegato ancora Arcuri, farci firmare il contratto che ci consenta di entrare in acqua visto che abbiamo il legittimo attendimento e il montaggio del pallone pressostatico, la copertura dell’impiantistica di cui non si conoscono ancora i tempi”.

Alla conferenza unitamente a Vincenzo Arcuri della Rari Nantes hanno preso parte ancheTatiana Hrytsenko, presidente della Kroton Nuoto e Roberto Fantasia, vice presidente della Lacinia Nuoto.