Cronaca

Crotone, piscina olimpionica: famiglie e atleti chiedono la riapertura dell’impianto

Riconsegnare la piscina olimpionica alla città. È la richiesta avanzata, nella serata di ieri, nella Sala Consiliare da numerose famiglie e atleti, visto il protrarsi della chiusura della struttura. Ad incontrare i manifestanti gli assessori Salvatore De Luca, Leo Pedace e Giuseppe Frisenda.
Da qualche settimana si è di fatto aperto un braccio di ferro tra l’Amministrazione comunale e il Consorzio Daippo che ha gestito la struttura sin dalla sua apertura, braccio di ferro che ne ha determinato la chiusura e che penalizza solo gli agonisti e i cittadini che amano e praticano questo sport.
Tutto nasce a seguito della decisione di adottare un nuovo Regolamento Comunale per la gestione degli impianti sportivi e di procedere agli affidamenti con le dovute procedure ad evidenza pubblica come sostenuto dall’assessore De Luca che ha illustrato le richiesta avanzate al Consorzio in attesa che venga istituito un nuovo bando di assegnazione.
De Luca ha inoltre ricordato che la gestione degli impianti sportivi della città, di proprietà comunale, è finita sotto la lente di ingrandimento della Procura della Repubblica di Crotone che intende verificare le concessioni ai privati. In particolare, gli uomini della Digos hanno avviato un’inchiesta , di cui è titolare il sostituto procuratore Alfredo Manca, in relazione al pagamento delle bollette relative alla piscina olimpionica di via Giovanni Paolo II, tale situazione ha fatto rilevare che il Consorzio non ha pagato un milione di euro di utenze.
L’assessore De Luca non ha nascosto gli errori commessi dagli amministratori, primo fra tutti la mancata applicazione del regolamento e l’affidamento, secondo quanto previsto dalla legge al Consorzio Daippo.
In attesa che le parti siglino un accordo ad essere penalizzati sono coloro che usufruiscono dell’impianto e che versano una quota mensile.
L’assessore da parte sua, si è detto fiducioso e ritiene che nella giornata di oggi la vicenda giungerà a soluzione poiché è prevista da parte del Consorzio la consegna di un conto economico e delle relative tariffe che consentano una gestione corretta dell’impianto e di conseguenza una gestione temporanea in attesa della pubblicazione del bando di assegnazione. Se ciò non dovesse verificarsi l’assessore ha sostenuto di aver un piano B che prevede la costituzione di un nuovo organismo che vede insieme famiglie e comune.
Le famiglie, rappresentate dall’avvocato Vincenzo Medici, nel comprendere tutte le difficoltà tecniche e giuridiche della vicenda hanno chiesto una soluzione immediata evidenziando le esigenze della città. Il Consorzio Daippo per le famiglie rappresenta l’unico soggetto in continuità, poiché la convenzione stilata è della durata di sei mesi. “Preferiremmo ha sostenuto Medici che fosse l’Amministrazione comunale ad assumersi la gestione del suo bene pubblico affidandolo, anche eventualmente alla città. Noi come genitori siamo pronti a costituire, anche domani un’associazione sportiva dilettantistica, siamo pronti. L’Amministrazione ne prenda atto. Noi vorremmo capire se questa è la direzione oppure la direzione è un’altra. Il mio appunto finale, di trovarci di fronte ad un terzo gestore farebbe capire molte cose. Allora, è preferibile che l’Amministrazione comunale, proprietaria del bene si assumesse la responsabilità della gestione affidandola alla città. In questo momento – ha sostenuto ancora Medici – la città, riferito alla struttura sportiva siamo noi, sono i ragazzi, allora affidiamola ai ragazzi affidiamola ai genitori. Medici ha inoltre sottolineato che: “se ciò dovesse verificarsi alle spalle dovrebbe esserci l’amministrazione, poiché non è pensabile che un’associazione di genitori possa assumersi, anche da un punto di vista economico le responsabilità”.