Cronaca

VIDEO | Crotone, Operazione “Achei”: smantellata holding criminale dedita al traffico di beni archeologici

L’indagine avviata nel maggio 2017 e conclusa nel luglio 2018, ha preso il via da una serie di accertamenti di iniziativa susseguenti ad alcune acquisizioni info-investigative da parte dei militari Tutela Patrimonio Culturale (TPC) a seguito delle quali veniva riscontrata la presenza di numerosi scavi clandestini condotti all’interno di vari siti archeologici. Le successive investigazioni hanno consentito di accertare, inequivocabilmente, l’esistenza di un vasto traffico, su scala nazionale ed internazionale, di reperti archeologici provenienti, tra gli altri, sia da scavi clandestini operati nei siti archeologici di: “APOLLO ALEO” a Cirò Marina, “CASTIGLIONE DI PALUDI” a Paludi (CS) e nell’area di “CERASELLO” (che, seppur non soggetta a vincolo, riveste un indiscutibile interesse archeologico), sia da tante altre aree private nelle province di Crotone e Cosenza. Nel corso dell’attività sono stati identificati i componenti di un ramificato e strutturato sodalizio criminoso in grado di gestire tutte le fasi del traffico illecito di reperti archeologici.

L’operazione è stata condotta in sinergia con i Comandi Provinciali Carabinieri di Crotone, Bari, Benevento, Bolzano, Caserta, Catania, Catanzaro, Cosenza, Ferrara, Frosinone, Latina, Matera, Milano, Perugia, Potenza, Ravenna, Reggio Calabria, Roma, Siena, Terni, Viterbo ed il supporto dell’8° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Vibo Valentia, dello Squadrone Eliportato “Cacciatori di Calabria” e del Nucleo Cinofili di Vibo Valentia. Contemporaneamente, in ambito europeo, grazie al coordinamento di EUROPOL ed EUROJUST, sono state eseguite, in esecuzione di Ordine Europeo di Indagine, attività di perquisizione presso i luoghi di dimora di 4 indagati, domiciliati in Gran Bretagna, Francia, Germania e Serbia.
Oltre 350 i carabinieri impiegati, che hanno operato in territorio italiano ed estero, congiuntamente agli investigatori della Metropolitan Police di Londra, della Polizia Criminale del Baden-Württemberg, dell’Ufficio Centrale di Polizia Francese per la lotta al Traffico Internazionale di Beni Culturali e del Servizio Serbo per la Lotta alla Criminalità Organizzata.

23 le persone (2 in carcere e 21 agli arresti domiciliari), ritenute responsabili, a vario titolo, di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di danneggiamento del patrimonio archeologico dello Stato, impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato, ricettazione ed esportazione illecita.

In carcere
Giorgio Salvatore Pucci, 58 anni di Cirò Marina (Kr),
Alessandro Giovinazzi, 30 anni di Scandale (Kr).
I due per gli inquirenti erano a capo di quella che hanno definito una holding criminale

Ai domiciliari:
Antonio Camardo, 56 anni di Pisticci,
Raffaele Gualtieri, 56 anni di Isola Capo Rizzuto (Kr),
Santo Perri, 58 anni di Sersale (Cz),
Alfiero Angelucci 70 anni di Trevi (Pg),
Enrico Cocchi, di Castano Primo (Mi),
Francesco Comito, 30 anni di Rocca di Neto (Kr),
Giuseppe Caputo, 42 anni di Dugenta (Bn),
Sebastiano Castagnino, 47 anni di Petilia Policastro (Kr),
Simone Esposito, 35 anni di Rocca di Neto (Kr),
Giuseppe Gallo, 68 anni di Strongoli (Kr),
Domenico Guareri, 65 anni di Isola Capo Rizzuto (Kr),
Vittorio Kuckiewicz, 72 anni di Fermo (Fm),
Franco Lanzi, 67 anni di Norcia (Pg),
Leonardo Lecce, 70 anni di Crotone,
Raffaele Malena, 72 anni di Cirò Marina,
Marco Godano Otranto, 26 anni di Crotone,
Renato Peroni, 48 anni di Magnago (Mi),
Vincenzo Petrocca, 55 anni di Isola Capo Rizzuto,
Aldo Picozzi, 67 anni di Castano Primo (Mi),
Domenico Riolo, 37 anni di Scandale (Kr),
Dino Sprovieri, 53 anni di Cirò Marina (Kr).