Si chiude con la conferma dell’attuale assetto logistico la controversia giudiziaria legata agli immobili di via Assisi, che dal 2015 avevano ospitato la sede della Camera Sindacale Territoriale della Uil di Crotone. La giudice del Tribunale cittadino, Ilaria De Pasquale, ha infatti rigettato il ricorso d’urgenza (ex art. 703 c.p.c.) promosso dal sindacato per ottenere la reintegra nella locazione dei due appartamenti, attualmente occupati da Confial al secondo piano e da Unsic al primo piano.
L’azione legale vedeva citati in giudizio l’attuale segretario regionale della Confial, Fabio Tomaino, le due sigle sindacali subentrate e i proprietari degli immobili. La contesa nasceva dagli eventi del maggio 2025, quando Tomaino, prima di rassegnare le proprie dimissioni formali e precedere il commissariamento della Uil regionale affidato a Mariaelena Senese, aveva risolto i contratti di locazione allora in essere, consentendo la contestuale sottoscrizione di nuovi accordi da parte dei proprietari con Confial e Unsic.
L’impianto accusatorio formulato dalla Uil ipotizzava l’esistenza di uno “spoglio occulto” mirato a privare l’organizzazione della disponibilità dei beni. Una tesi integralmente disattesa dal magistrato, il quale ha evidenziato come, al momento del recesso e della risoluzione contrattuale, Tomaino rivestisse a tutti gli effetti la qualifica di legale rappresentante della Uil, risultando pienamente legittimato ad agire in nome e per conto dell’ente.
Il giudice ha inoltre evidenziato l’assenza di elementi che provassero la contrarietà di tali atti alla volontà dell’organizzazione, anche alla luce della mancata impugnazione formale degli atti negoziali compiuti. Sulla base di tali presupposti, il Tribunale ha decretato l’insussistenza delle condizioni per l’azione di reintegrazione, condannando la Uil al rimborso delle spese di giudizio.
Accoglie la pronuncia con favore il segretario regionale confederale di Confial Calabria, Fabio Tomaino, che inquadra la decisione come il riconoscimento di un percorso organizzativo chiaro: «Accogliamo con serenità una decisione che rappresenta per noi un punto di giustizia. Non si tratta di una questione personale, ma della scelta consapevole di un gruppo dirigente che ha deciso di allontanarsi da un modello organizzativo non più condivisibile per costruire un sindacato di vera prossimità».
Per la leadership di Confial, il presidio dei territori e dei luoghi di lavoro resta l’obiettivo primario: «I problemi non si affrontano a distanza né rimanendo chiusi nelle stanze. La nostra priorità è trasformare i disagi quotidiani dei lavoratori in vertenze concrete e risposte sul campo, garantendo una partecipazione reale ed effettiva».
La decisione civile va a inserirsi nel più ampio e complesso quadro delle vicende che hanno interessato l’ex dirigenza territoriale della Uil, con procedimenti paralleli avviati sul fronte penale per la gestione economica e patrimoniale della struttura.
Seguici anche sul nostro canale
Telegram




