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Crotone: Morti sul lavoro, i sindacati chiedono un tavolo regionale sulla sicurezza sui luoghi di lavoro

Le morti sul lavoro sono state al centro dell’iniziativa svoltasi presso la Camera di Commercio di Crotone su iniziativa delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil. Una tavola rotonda per riflettere insieme e soprattutto lanciare messaggi chiari a chi è chiamato a garantire sicurezza sui posti di lavoro. A presiedere l’incontro il segretario della Cisl Francesco Mingrone, per il quale “é impensabile che la mattina una persona si alzi, saluti moglie e figli per andare a lavorare, e poi non faccia più ritorno: dobbiamo fermare questo stillicidio. E lo possiamo fare creando le giuste sinergie, con la scuola, le istituzioni, la politica, il sindacato, perché dobbiamo creare lavoro vero, onesto, di qualità”.Il 2018 che sta per concludersi ha fatto registrare sul territorio crotonese due gravi fatti che hanno colpito la società civile, il primo accaduto nel corso dei lavori di riqualificazione del lungomare cittadino lo scorso 5 aprile in cui persero la vita tre operai; il secondo avvenuto il 28 ottobre in località Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto in cui persero la vita quattro persone. Fabio Tomaino nel sottolineare che: “tutti siamo animati dal buon senso, dalla stessa voglia di aumentare le azioni di prevenzione degli infortuni sul lavoro ha ricordato la sigla di un protocollo d’intesa in cui tutti mettono a disposizione il proprio Know-how affinché si mettano in campo tutte le azioni tese a prevenire le morti. Per il sindacalista della Uil “Non esiste un altro sistema per evitare gli incidenti sui luoghi di lavoro”. “La richiesta di convocazione di un tavolo regionale in capo al Dipartimento Salute per fare un punto specifico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro è stata annunciata dal segretario generale della Cgil Angelo Sposato che ha sottolineato come, in ambito lavorativo vi sia: “troppo lavoro nero, sfruttato, pochi investimenti sulla sicurezza, poca formazione per i lavoratori e pertanto le istituzioni sono chiamate fare la loro parte”.