Cultura & Spettacolo

Crotone, Lollo Dem: 21 anni di puro talento

Dipinge da quando era ragazzino, la sua passione è fin troppo chiara, la sua arte racconta le nostre storie, nei suoi occhi la voglia di raccontarle, lui è Lorenzo De Marco in arte Lollo Dem.
Studia scultura all’accademia delle Belle Arti di Bologna, nonostante la giovanissima età ha già esposto diverse personali, in giro per la Calabria ma anche tra Roma e Bologna. Apprezzato ovunque porti i suoi lavori, ha già portato una sua opera alla Biennale di Roma e si appresta a portarne un’altra, è stato già selezionato per la prossima edizione.
Fino a qui una brevissima mera, ma non trascurabile, esposizione di quanto fatto, ma Lorenzo è tanto altro, è quella parte difficile da raccontare, perché le sue opere sono piene di sentimento, di affetto, sono anima calabrese; nelle sue opere ci siamo noi, le persone che ha conosciuto, quelle di cui ricorda le storie che prova a raccontare negli sguardi che in una forma di “realismo” riproduce con veridicità strepitosa. Non bisogna essere critici d’arte per provare emozioni nel guardare le sue opere, e con lo stesso spirito di osservazione cerchiamo di raccontarne qualcosa, sperando di instillare in voi lettori il desiderio di poterlo seguire nel suo percorso artistico.
I suoi soggetti preferiti sono le persone, i volti, i particolari che ne arricchiscono le espressioni, l’uomo in ogni sua sfaccettatura, con un’attenzione particolare alla gente della nostra terra, che traspira da ogni tratto delle sue matite. “Ho provato a studiare per un anno a Catanzaro, ma non mi sono trovato per niente bene, il mio sogno era di vivere e lavorare fuori, studiare a Bologna mi sta aiutando a realizzarlo” ci racconta un po’ rammaricato di non poter rimanere qui “restare in Calabria non è semplice, non si viene sempre apprezzati per quello che si fa, e vivere d’arte è quantomai difficile… …per quanto ho provato ad esporre e a presentare i miei progetti, mi sono scontrato con una mentalità poco aperta”.
Sponsorizzare i nostri ragazzi e il loro lavoro è più che un dovere, oltre che un grandissimo piacere. L’augurio che possiamo fare a Lorenzo e ai tanti ragazzi costretti a rincorrere i loro sogni fuori da questa terra, è quello di poter ritornare qui a cambiare quella mentalità e quella cultura che non gli consente di poter vivere d’arte!
Fabrizio Carbone