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Crotone, l’impegno dell’ONDIF in direzione della donne vittime di violenza

L’Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia, Sezione Territoriale di Crotone (ONDIF) è un’associazione presente sul territorio da oltre un decennio ed i soci, tutti avvocati, hanno acquisito specifiche competenze per affrontare le problematiche che insorgono all’interno della famiglia dando luogo a conflitti tra i coniugi e tra coniugi e figli e quando si verificano casi di violenza nei confronti della donna all’interno della famiglia o anche al di fuori del nucleo familiare.
Dall’esperienza maturata si constata che la maggioranza dei casi di violenza vengono consumati all’interno delle mura domestiche e proprio in questa casistica rientra una lettera pervenuta da una donna che ha invocato l’aiuto dell’associazione.
Qui di seguito il testo della missiva.
Sono Maria (nome di fantasia per evitare l’individuazione della persona)), sono sposata da 15 anni con Mevio ( anche questo nome di fantasia) e ho due figli minori.
Mio marito, già quando eravamo fidanzati, ha avuto dei momenti di aggressione verbale nei miei confronti ed un paio di volte mi ha anche picchiato, salvo poi a chiedermi scusa dicendomi di amarmi e che non lo avrebbe più fatto.
Io ero sicura che con il matrimonio tutto sarebbe cambiato.
In effetti i primi anni sono stati tranquilli e Mevio non ha manifestato atteggiamento aggressivo.
Ma dopo la nascita del secondo figlio ha iniziato di nuovo ad urlarmi addosso ed alle mie reazioni sono volati i primi schiaffi. Non solo, ma mio marito mi ha soggiogato e condizionato in tutto, prima di fare qualcosa devo chiedere il suo consenso, altrimenti sono scenate.
Purtroppo le cose si sono aggravate fino a quando 15 giorni fa mi ha aggredito in modo violento tanto da ricorrere alle cure del Pronto Soccorso. Al momento dell’arrivo in PS, sotto le minacce di mio marito che se avessi dichiarato la verità me l’avrebbe fatta pagare, ho dovuto dichiarare che ero caduta dalle scale di casa.
L’episodio è avvenuto in presenza dei miei figli minori che sono rimasti pietrificati.
Ritornata a casa ho iniziato a riflettere sull’accaduto e mi sono resa conto che devo mettere fine a questa situazione non solo per me ma anche per i miei figli che hanno assistito a questi episodi di violenza e ho paura che mio marito possa diventare violento anche con loro.
Sono esasperata ed ho deciso di chiedere aiuto a voi”.
A questo grido di aiuto l’associazione ha risposto di mettersi a disposizione della signora.
Prima cosa occorre ascoltare la donna, cercare di spronarla a raccontare l’accaduto, capire ciò che è successo; spiegare che la violenza, in tutti i suoi aspetti fisica, sessuale e psicologica, mai giustificata né tanto meno accettata, toglie la dignità alla donna.

Si passa, poi, alla consulenza e si spiegano alla donna tutti i passaggi del percorso da intraprendere per uscire dal tunnel nel quale è piombata, suo malgrado, soprattutto rassicurarla che non sarà sola ma avrà sempre al suo fianco l’avvocato, socio dell’associazione, che prende in carico la donna che l’accompagnerà in tutto il cammino..
Una volta acquisite tutte le informazioni utili, bisogna convincere la donna a denunciare presso le forze dell’ordine in modo tale che possa allontanarsi dalla casa coniugale, naturalmente insieme ai figli minori, ed essere allocata in una struttura protetta.
A seguito della denuncia, prendono l’avvio le indagini preliminari nei confronti del marito e con l’applicazione del “codice rosso”, legge n. 1200/2019, di recente emanazione, le predette indagini avranno una corsia preferenziale in virtù della quale la loro durata sarà molto breve; in particolare sono state inasprite le pene proprio per i reati di violenza commessi in contesti familiari.
Il caso viene portato a conoscenza dei soggetti che hanno sottoscritto il “ protocollo viola” presso la Prefettura di Crotone, tra cui ONDIF, ed ognuno dei partners può intervenire per le proprie competenze attivando i servizi propri.
Una volta messa in sicurezza la donna ed i minori e nel contempo chiedendo all’autorità giudiziaria, in via cautelare, un provvedimento di divieto al marito di avvicinarsi alla moglie ed ai figli e di allontanamento dalla casa coniugale, si può iniziare la causa di separazione dei coniugi, secondo la normativa vigente, con la richiesta di affidamento esclusivo dei figli minori alla madre.
ONDIF