Cultura & Spettacolo

Crotone: La lettura di “Faillo” nella scuola primaria, incuriosisce, stupisce, affascina

Tre insegnanti del Comprensorio Rosmini di Crotone abbracciano la lettura di “Faillo” dello scrittore crotonese Gianluca Facente e lo propongono agli alunni delle loro quinte classi e prima media, i ragazzi ne sono stati a dir poco entusiasti. L’insegnante a proporre il progetto è la professoressa Angela Iorfida, sfida accettata e rilanciata nelle loro classi dalle maestre Patrizia Placido e Maria Fusto.
“L’incontro con l’autore è una cosa su cui lavoro da tanto – ci racconta Angela Iorfida – per cercare di portare i ragazzi alla lettura, è veramente difficile distrarli dai social e dai telefonini e convincerli a leggere un libro. Ma ho notato che se sanno di dover incontrare chi ha scritto il libro sono più spinti a farlo. Perché il libro di Gianluca, perché il suo libro ha un’altra utilità oltre alla lettura in se stessa, è quella di renderci più orgogliosi della nostra Crotone”.
L’attenzione nella sala riunioni è molto alta, Gianluca spiega come ha scritto il libro, perché proprio Faillo e risponde alle domande dei ragazzi, domande che evidentemente nascono da una lettura attenta e appassionata delle storie raccontate nel libro, dallo stupore di sapere che vivono in una città che porta con se tanta storia, che possono fantasticare su un eroe da mettere affianco ai loro paladini, ai loro miti, cosa che forse dovremmo fare anche noi adulti per essere più consapevoli delle potenzialità del posto in cui viviamo.
Facente apre il colloquio con queste parole: “A chi vi vuol far sentire meridionali, rispondete che avete il privilegio di esserlo, e avete il privilegio di appartenere alla cultura magnogreca e di appartenere a Crotone”. Dopo queste parole le piccole menti crotonesi hanno cominciato a formulare le loro domande, i loro dubbi, a cercare di capire se davvero tutto quello di cui parla Gianluca nel libro sono cose vere, ma la domanda che più ci deve far riflettere è stata “Perché parli bene di Crotone se è ridotta così male?” Perché evidentemente l’immagine di una Crotone malandata e dissestata non è solo quella che trasmettiamo ai nostri figli con i nostri commenti ad alta voce, ma è la realtà con cui palesemente si scontrano ogni giorno, proprio loro che la città la vivono dal basso.
“Abbiamo iniziato con un laboratorio di lettura in classe – così Patrizia Placido – lo abbiamo letto tutto e ha suscitato un interesse storico unico, in linea con la storia dei Greci che stiamo studiando in questo periodo, e lo stupore dei ragazzi si è manifestato nel domandarsi come sia possibile che un popolo così importante, con origini così nobili, risulti ripiegato su se stesso, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. Faillo ha stimolato nei ragazzi un senso di patria e di appartenenza al territorio che non ci aspettavamo, cosa che nei krotoniati di adesso manca. L’interesse maggiore è scaturito nel momento in cui Faillo è stato colpito da una freccia, perché non si aspettavano la morte dell’eroe, ma poi Gianluca ha saputo come far terminare il libro”.
“Hanno accettato proprio bene questa proposta, perché stanno studiando la storia degli antichi greci e in particolare la storia di Kroton – ci racconta Maria Fusto – studiare la storia di questo nuovo eroe dell’antica Grecia li ha entusiasmati tantissimo. Mi hanno subissato di domande, sono stati stimolati dalla lettura, il personaggio è piaciuto tantissimo, soprattutto per il fatto che fosse un atleta e dal sapere che anche la nostra città partecipò alla guerra dei greci contro i persiani. E’ stata una lettura molto fruttuosa per noi”.
Probabilmente stimolare i ragazzi sulla nostra storia, su quello che siamo stati, su quello che potremmo tornare ad essere, può e deve essere la chiave per crescere generazioni future con un senso di appartenenza al territorio più alto di quello che abbiamo oggi. La rinascita del nostro territorio non può che avvenire attraverso le giovani menti crotonesi.
Fabrizio Carbone