Cronaca

Crotone, la famiglia e i valori al centro della II edizione del concorso dedicato a Giuseppe Parretta

“La famiglia e i valori” è il tema della II edizione del concorso letterario regionale Giuseppe Parretta “I giovani e la legalità”, presentato questa mattina al Museo di Pitagora.

Il concorso, ideato dall’associazione Libere Donne e dall’associazione Ad un passo da te – Giuseppe Parretta, sostenuto dal Centro Servizi Volontariato “Aurora” e dal Forum del Terzo Settore è stato presentato questa mattina al Museo di Pitagora.

Grazie al CSV e al Forum del Terzo settore sarà possibile raggiungere tutte le istituzioni scolastiche della regione Calabria.

Per aggiudicarsi le tre borse di studio, che prevedono l’acquisto di libri, gli elaborati dovranno essere presentati entro il 13 marzo. Tra le novità di questa seconda edizione una borsa di studio di 500 euro che verrà consegnata dal presidente dell’Accademia di Belle Arti agli studenti del Liceo Artistico Pertini-Santoni, istituto frequentato da Giuseppe.

Questa mattina a due anni dalla tragica morte del giovane, ucciso a 18 anni davanti a sua madre Katia Villirillo, la sorella Benedetta, il fratellino Paolo e la fidanzata Ester, da Salvatore Gerace, 57 anni condannato all’ergastolo dalla Corte d’Appello di Catanzaro lo scorso 5 dicembre.

“I giovani sempre – ha sostenuto, nel corso della presentazione del concorso, la mamma di Giuseppe, Katia Villirillo. Questo – ha proseguito è un percorso che intendiamo portare avanti sempre, perché è giusto dare un segnale di legalità. Giuseppe amava rispettare le regole. Quest’anno i temi ruotano intorno alla famiglia e ai valori, perché siamo sempre più convinti che bisogna andare alle radici del problema. Tutto trova radici nella famiglia ed è da li che bisogna ripartire. Riscoprire quei no – sottolinea Katia Villirillo – che un tempo ci hanno salvato la vita. Riscoprire il rispetto delle regole, dell’Istituzione scolastica, della famiglia. La riscoperta dei valori tradizionali che si sono persi. Oggi, tutto ruota intorno ai social che hanno in un certo qual modo sostituito la famiglia. La nostra associazione “Libere donne” a tale proposito vuole andare controtendenza. Oggi, riteniamo sia importante guardare alla famiglia perché riveste un ruolo importante. L’invito da parte nostra ai ragazzi è quello di studiare perché la cultura è l’unica via che consente all’uomo di essere libero e più forte nelle proprie decisioni”.

Alla presentazione del concorso letterario ha partecipato anche Don Giacomo Panizza, il sacerdote che nel 1976 ha fondato a Lamezia Terme “Progetto Sud”. Per il sacerdote bresciano “è importante che la società onesta si organizzi”. Parlare di quanto accade in questa terra, dei fenomeni criminali diventa fondamentale e bisogna saperlo fare, così come è importante saper osare e saper dire: “Cosa vogliamo fare di bello in Calabria”. In relazione al concorso e alla morte di Giuseppe, Monsignor Panizza ha sottolineato l’importanza che riveste il fare memoria, scrivendo, facendo poesia, facendo arte perché – ha sostenuto – “diventa più incisivo. Le esperienze sono più importanti delle parole sul calendario, bisogna che le parole le scrivano anche i giovani”.