Cronaca

Crotone: Gli ex lavoratori di Akros tornano a manifestare e si appellano a Di Maio e Gratteri

Li abbiamo visti, negli ultimi due anni e mezzo, occupare l’ingresso del Palazzo Comunale, salire su una gru al Porto Industriale e incatenarsi, sono gli ex dipendenti di Akrea o per meglio dire ciò che rimane dei 62 dipendenti ex Akros che attendono di essere inseriti nell’organico di Akrea con l’avvio del “Porta a Porta”.
L’ultima loro protesta risale al 2 luglio scorso, in quell’occasione occuparono, per l’ennesima volta, l’atrio del palazzo comunale, incontrarono il vicesindaco Benedetto Proto che diede loro delle rassicurazioni sulla cui base interruppero la loro protesta.
Quelle del vice sindaco sono state in realtà le ultime rassicurazioni, di una lunga lista iniziata il 12 giugno 2017.
In quell’occasione, nel corso di un incontro nella sede di Akrea, venne ribadito dal primo cittadino che  le loro assunzioni sarebbero partite una volta avviata la raccolta differenziata e il conseguente “Porta a Porta”.
Ad ogni loro protesta , da due anni e 3 mesi, puntualmente sono giunte le rassicurazioni di un loro futuro inserimento nelle fila di Akrea.
Questa mattina, stanchi di attendere, i due ex operai Akros sono tornati a manifestare, sotto il sole, davanti al portone del Comune, chiuso “per motivi di ordine pubblico”, così come recita un foglio affisso tra le grate.
Mostrano due cartelli, con i quali si rivolgono a Di Maio e Gratteri, al primo chiedono un intervento nella sua qualità di Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali mentre a Gratteri chiedono di indagare sull’attività del comune e del mancato avvio della raccolta differenziata.
“È da sei settimane – sostiene Vincenzo Graziano – che il vicesindaco Benedetto Proto, ci dice che il progetto “Crotone più pulita”, deve passare in Giunta ma ciò non accade, ogni volta viene addotta una versione diversa in relazione alla mancata approvazione. Il Comune sostiene Graziano tira in ballo Akrea e il presidente della società in house  Rocco Gaetani rimanda i due al mittente”. Un rimpallo di responsabilità davanti al quale nasce il malcontento che porta i due a manifestare nell’indifferenza di tutti.
Da qui, la decisione di tornare in piazza, e soprattutto di chiedere al ministro Di Maio e al Procuratore Gratteri di intervenire.
Nel corso della mattinata i due hanno ricevuto il sostegno di alcuni esponenti del M5S tra cui l’onorevole Elisabetta Barbuto.