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Crotone, Emilia Noce (FIPE): settore al collasso, le categorie a rischio fallimento che nessuno sta ascoltando

Riceviamo e pubblichiamo

La serrata totale dell’11 marzo 2020 è una data ben impressa nella mente di molti esercenti italiani: è da questo giorno infatti che gli addetti del comparto FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), tra titolari e dipendenti, sono totalmente inermi e impotenti alle volontà di un Governo che ad oggi non ha dato risposte concrete.

Per i lavoratori dipendenti è stata attivata la cassa integrazione, che andrebbe a coprire le necessità minime di sopravvivenza, ma c’è un ma: nessun dipendente ha ancora ricevuto nulla e si vocifera di un rinvio a fine aprile. Se si considera poi che molti titolari non sono riusciti a pagare neanche gli stipendi di marzo, stiamo parlando di un bimestre senza entrate per migliaia di lavoratori e per le loro famiglie.

Per quanto riguarda poi i titolari di bar, ristoranti, pub, pizzerie e pasticcerie parliamo della spina dorsale dell’Italia, in particolare del territorio Crotonese, ed al contempo dei settori più colpiti da questa emergenza sanitaria.

La risposta dello Stato per loro è stata una indennità di 600 euro, che in tanti non hanno ricevuto per mancanza dei requisiti. Una somma di denaro che non copre minimamente le spese che questi imprenditori dovranno affrontare a breve: canoni di affitto accumulati, rate di mutui e finanziamenti, gli assegni ai fornitori e le spese vive, soprattutto per l’energia elettrica, il cui pagamento non è stato condonato, ma semplicemente rinviato.

La strada del futuro si fa sempre più buia per la mancanza di risposte certe da parte delle Istituzioni alle innumerevoli domande che il settore rivolge.

In questo momento di difficoltà gli esercenti crotonesi hanno diligentemente rispettato le disposizioni governative, mettendo le loro attività nelle mani dello Stato. Tuttavia, l’incertezza che caratterizza questa situazione sta creando loro un duplice danno: da una parte il mancato guadagno e le spese accumulate, dall’altra la minaccia di un abusivismo dilagante.

Ed infatti, tante attività oggi aperte vendono prodotti dolciari o alimentari non di loro stretta pertinenza, causando un grave danno al comparto in oggetto, fermo da più di un mese.

La richiesta di FIPE Confcommercio Crotone alle Istituzioni è quella di estendere alle pasticcerie, ai bar, alle pizzerie, ai ristoranti la possibilità di effettuare l’asporto, fermo restando il divieto di somministrazione di bevande.

Si deve dare subito la possibilità a questi esercenti di poter lavorare, in sicurezza e con tutte le misure precauzionali del caso, così come avviene per altre attività, altrimenti si decreterà la loro morte.

Per quanto riguarda poi la riapertura, se la probabile ripresa a fine maggio è comunque piena di incertezze, si dovrà comunque fare i conti con una drastica riduzione degli accessi nei locali commerciali, distanze ed obbligo di dispositivi di sicurezza. La spesa per le imprese sarà ancora più grande per adeguarsi alle normative e dall’altro lato si avrà un ingente riduzione del fatturato, date le stringenti disposizioni sulle distanze che faranno saltare un tavolo ogni due in media in molti esercizi.

Se non si prendono decisioni concrete si dovrà fare i conti con la chiusura di migliaia di attività del comparto, con conseguente perdita di innumerevoli posti di lavoro ed aumento del tasso di disoccupazione.

Rischiamo di perdere pezzi di storia insieme alle attività che caratterizzano l’economia crotonese, dagli esercenti del lungomare di Crotone e del cento cittadino, agli operatori turistici di Le Castella e Cirò Marina.

Fipe Confcommercio Crotone chiede a gran voce che le istituzioni, tra le tante azioni, si facciano carico dei mancati incassi dovuti alle restrizioni, risarcendo gli imprenditori in maniera congrua e misurata per il periodo di chiusura obbligatorio, imposto per legge dall’emergenza covid-19.

Tali azioni si rendono necessarie per la sopravvivenza di un settore essenziale dell’economia italiana e soprattutto locale, che è di fatto una leva strategica per il rilancio del territorio

Il Presidente di FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) Confcommercio Crotone
Emilia Noce