Attualità

Crotone: Donazione degli organi, la bellezza di un si che dona la vita

Quattro le persone che sono tornate alla vita grazie al dono degli organi di Timofe Marcu il 39enne rumeno, morto per una grave emorragia cerebrale a seguito di una caduta banale.
Un segnale che va colto, perché si tratta di un grande atto di generosità e di civiltà, un esempio da seguire in una regione come la Calabria in cui la cultura della donazione stenta a far presa nei cittadini calabresi.
In questa direzione la conferenza stampa indetta presso la Direzione Provinciale dell’Azienda Sanitaria a cui hanno preso parte il direttore generale Sergio Arena, il direttore regionale del Centro Trapianti Pellegrino Mancini, il direttore sanitario dell’Asp di Crotone Angelo Carcea e il Dott. Francesco Bossio, anestesista rianimatore del San Giovanni di Dio, coordinatore  ospedaliero per la donazione degli organi e tessuti.
Il grande dono di Timofe Marcu si incrocia con la scomparsa di Andrea Mongiardo, il giovane che 22 anni fa ricevette il cuore di Nicholas Green, quasi a voler sottolineare che c’è l’esigenza di far scoprire alla gente di Calabria la bellezza di un si che salva la vita.
La Calabria, ha sostenuto il direttore generale dell’Asp di Crotone, Sergio Arena, fa registrare un gap rispetto al resto delle regioni italiane e i paesi del Nord-Europa.
Il 2016 si è chiuso con un indice di opposizione superiore al 50% su tutti gli accertamenti di morte che si sono registrati in Calabria.
Un dato pesante perché costringe a chiedere aiuto a tutte le altre regioni italiani.
Purtroppo, ha sostenuto il Dott Pellegrino Mancini, direttore del centro regionale trapianti, gli organi a scopo di trapianto sono indispensabili, anche per i calabresi, perché dalla Calabria partono numerosissime richieste di trapianto.
Oggi sono 200 i calabresi inseriti nelle liste d’attesa in tutti i centri italiani e attivare le procedure di trasferimento di un paziente in attesa di trapianto ha un costo economico piuttosto elevato.
Non ci si può cullare, ha sostenuto Mancini, sulla disponibilità che hanno le altre regioni a gestire i pazienti calabresi.
Pertanto, occorre prendere coscienza dell’importanza che riveste la donazione degli organi.
Abbiamo pochi donatori, vengono trapiantati pochi pazienti che per il trapianto devono recarsi fuori regione.
Crotone ha dimostrato che si può fare, grazie ad una rete che si è rivelata fondamentale poiché coinvolge tutti:direzione, laboratorio, radiologo, cardiologo, epatologo, virologia, infermieri.
Crotone ha risposto perfettamente alla chiamata, ha sostenuto ancora il direttore del Centro Trapianti Regionale, nonostante “io abbia chiesto numerosissimi esami sul donatore e la risposta é sempre stata positiva al fine di giungere al rilascio dell’idoneità del donatore e dei singoli organi che sono stati prelevati.
In Calabria si registrano 20 donatori all’anno, 10 donatori per milione di popolazione rispetto ai 40, 50 per milione di molte altre regioni come: Emilia, Toscana, Veneto.
Occorre chiedersi, ha sostenuto ancora Mancini perché  la Calabria, di cui si parla sempre in termini di grande generosità e altruismo in questo campo fa registrare ancora tanta resistenza.
Il 50% di opposizione da parte delle famiglie è un dato che induce a riflettere sull’esigenza di sensibilizzare i cittadini in direzione della donazione.
Diversi sono i casi di opposizione da parte delle famiglie, davanti alla donazione
non riescono a pronunciare il si, un si che salva la vita.
Occorre una grande sensibilizzazione e una preparazione culturale e in questa direzione occorre concentrarsi.
Il si, pronunciato da Daniela e Adrian, moglie e figlio di Timofe Marcu deve far riflettere tutti.
Una riflessione è d’obbligo, soprattutto se si considera quanto sostenuto dal dottor Francesco Bossio: Daniela, mentre viveva l’immane tragedia della perdita del marito è stata licenziata perché si era assentata dal lavoro proprio per stare vicino al marito.Nonostante ciò ha detto si alla donazione, si a salvare la vita di quattro persone.
Da qui l’appello del professionista alle istituzioni affinché non lascino da sola questa giovane donna e suo figlio.