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Crotone: Discusso in Prefettura l’adeguamento dei servizi di guardia medica

Pubblicato il 14 novembre 2017 alle 19:28 - di Redazione

Le persistenti criticità inerenti i  servizi di guardia medica e di continuità assistenziale, in ragione di una perdurante assenza di candidature è stata al centro di un incontro tenutosi, questa mattina, in Prefettura, presieduto dal Prefetto Cosima Di Stani,  su richiesta del Direttore generale della locale Asp, Sergio Arena. In particolare l’Azienda sanitaria locale ha ritenuto, in un confronto aperto ai rappresentanti delle Comunità locali, di prospettare urgenti soluzioni organizzative che prendano comunque avvio da processi di riorganizzazione dei presidi, nel rispetto dei vincoli del piano sanitario regionale di rientro e propedeutiche all’ indizione dei bandi per il reclutamento nelle aree carenti, salvaguardando soddisfacenti livelli assistenziali. A tale riguardo, nel corso del confronto si è ripetutamente richiamata l’attenzione sulle pratiche modalità organizzative che possano sostenere la partecipazione ai bandi ed incentivare le candidature ritenute, nel numero disponibile, quale fattore principale di crisi dell’attuale rapporto unitario di un medico di guardia per  Comune.
In tal senso continui, a cura dell’Asp, sono stati i riferimenti ai criteri ispiratori del progetto di ridimensionamento delle postazioni, da sviluppare comunque con gradualità e associati ai servizi assistenziali integrativi, anche recentemente introdotti  – come l’accordo regionale con i medici di famiglia –    che prevedono il prolungamento degli orari di accesso agli ambulatori.
Nell’ottica di considerare ulteriori elementi d’incentivo, sono state inoltre discusse le favorevoli implicazioni derivanti dall’adozione di misure di sicurezza aggiuntive, già oggetto di approfondimento in separata riunione di coordinamento delle Forze di Polizia, che possano accrescere il livello di sicurezza, anche di quella percepita, come per esempio il posizionamento degli ambulatori in prossimità di caserme, la dotazione di impianti di video-sorveglianza, la fornitura di specifici dispositivi di attivazione allarme ed il ricorso alla guardiania privata.
Per quel che concerne la dimensione della contrazione, questa riguarderebbe un numero dei presidi pari a  7 che insistono in altrettanti ambiti comunali da individuare tenuto conto di dati orientativi, anche statistici, come le percentuale di accessi al servizio, la caratterizzazione topografica dell’area, avuto riguardo a quelle che si sviluppano dal centro urbano verso il territorio costiero e  la densità demografica.
La fase realizzativa dell’accorpamento prevede  il diretto coinvolgimento delle comunità interessate, anche attraverso la condivisione di elementi  pratici dell’espletamento del servizio, utili a favorire il progressivo recepimento dell’assetto, così come riorganizzato, all’interno dei territori, come  la turnazione periodica della postazione presso ciascuno dei Comuni accorpati o il suo potenziamento, mediante la messa a disposizione di due medici che possano operare alternativamente e contestualmente  tanto presso l’ambulatorio quanto  presso i domicili dei pazienti.
Nel corso di una prossima riunione ristretta ai Sindaci individuati sarà pertanto definito il percorso del progressivo adeguamento al fine altresì di tenere informata la rispettiva collettività amministrata.

ISTITUTO SANT’ANNA PIEDONE

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