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Crotone: “Dalla schiavitù… al coraggio della libertà” , la testimonianza e l’impegno di Suor Rita Giaretta in direzione delle vittime di tratta

“Dalla schiavitù… al coraggio della libertà”, è stato il tema dell’incontro organizzato nella sala Sant’Agostino della Parrocchia di Santa Rita, a Crotone, nella serata di lunedì 10 febbraio.
Un momento di riflessione sulla tratta e su ciò che si può concretamente fare per contrastare questo fenomeno.
I numeri parlano chiaro, l’80 per cento della prostituzione che si vede in strada è frutto della tratta di schiave, giovani donne ricattate, maltrattate considerate un rifiuto.
Sabato scorso 8 febbraio, così come voluto da Papa Francesco, si è celebrata la VI Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone, istituita nel giorno che ricorda la memoria liturgica di santa Bakita, suora di origine sudanese, divenuta il simbolo universale dell’impegno della chiesa contro la tratta.
La Parrocchia di Santa Rita e il Gruppo Bakhita, che opera da vent’anni al suo interno, anche quest’anno, intorno a questa giornata, ha inteso proporre diversi momenti di preghiera, testimonianza e riflessione.
A raccontare la sua esperienza, è stata invitata suor Rita Giaretta religiosa dell’Ordine delle Orsoline del Sacro Cuore di Maria, conosciuta da tutti come l’Angelo delle ultime.
Di lei ha scritto il New York Times e Giorgio Napolitano ha inteso conferirle il titolo di Ufficiale al merito della Repubblica Italiana esempio di dedicazione “ai poveri con tenerezza, delicatezza e compassione”
Attraverso un impegno silenzioso, che parla di liberazione e di umanità suor Rita Giaretta, con le sue consorelle Orsoline del Sacro Cuore di Maria, ha raccolto e dato speranza a 600 giovani donne, moltissime immigrate nordafricane vittime della tratta, costrette a vendere il proprio corpo per strada.
Esattamente 24 anni fa, nel cuore di Caserta ha dato vita a Casa Rut, una struttura che accoglie e ridà nuova dignità a donne vittime di sfruttamento della prostituzione.
Una scelta non casuale portare le giovani donne a vivere nel cuore della città.
A Casa Rut, poco tempo dopo, è seguita la nascita della cooperativa New Hope che oggi crea reddito per una decina di immigrate. Donne-rifiuto, abbandonate per strada, che oggi sono divenute giovani impreditrici sociali perché – ha sostenuto suor Rita – “non c’è vera libertà senza il lavoro”.
Da 24 anni attraverso Casa Rut e New Hope suor Rita e le sue consorelle scrivono pagine ricche di “umana carità“.
Conoscere e far conoscere è importante, per dara vita ad un concreto cambiamento. “Il cambiamento è possibile solo partendo dagli ultimi”. Ha detto suor Rita, sottolineando che “occorre saper guardare l’altro e i suoi bisogni, con occhi nuovi, liberandosi dal pregiudizio e dall’indifferenza. Sulla strada – ha continuato – si incontra la solitudine. La liberazione non può partire da chi sta in alto e non ha problemi. Ma è proprio partendo da quello che è sotto il segno del fallimento che può partire un vero cambiamento. Un concetto che la politica dovrebbe saper comprendere. Purtroppo la realtà è diversa. Si è dato vita ad un “decreto sicurezza” ha sostenuto suor Rita che è disumano. La politica dovrebbe sgonfiare le paure invece di gonfiarle”. Tutto ciò allontana ogni possibilità di cambiamento.
Per suor Rita il contrasto alla tratta è possibile. È inaccettabile che ci sia chi si ferma davanti ad una giovane donna chiedendole quanto costa. Una fermata e una richiesta che rende complici, che contribuisce ad alimentare il male. Basterebbe fermarsi a riflettere e si comprenderebbe che non si tratta di prostituzione ma bensì di schiavitù. Ciò che occorre in questo tempo è spogliarsi dell’indifferenza. Solo mettendo in pratica ciò che ci indica il Vangelo l’amore vince.
Così come fa suor Rita e come fanno i componenti del Gruppo Bakita che in questi vent’anni di attività hanno contribuito alla costruzione di scuole e ospedali in Sudan, creando speranza occasioni per tanti bambini che altrimenti non avrebbero avuto futuro.