Cronaca

Crotone: Creatività e solidarietà nelle Pigotte dell’Unicef create dagli ospiti del CARA

Bambole di pezza, meglio conosciute come le “Pigotte dell’Unicef”, realizzate a mano, con grande abilità dagli ospiti del Regional Hub di Sant’Anna.
Bambole di pezza, realizzate con pazienza e grande creatività andate a ruba.
Un’attività resa possibile grazie al progetto “Cara Pigotta”, promosso dal direttore del Centro d’accoglienza Vitaliano Fulciniti e realizzato in collaborazione con l’UNICEF di Crotone presieduto da Donatella Intrieri Fauci, past President dal 30 giugno e Francesca Puccio segretaria provinciale.
Per tre giorni, le bellissime creazioni sono state messe in vendita sul lungomare di Crotone, unitamente ad altre creazioni realizzate dai migranti, nei laboratori di sartoria e di riciclo creativo.
Il progetto “Cara Pigotta” ha consentito ai residenti di interagire con gli ospiti del centro di apprezzare il loro estro artistico, così come è stato possibile apprendere dalla voce dei volontari che vi operano il radicale cambiamento che il centro di Sant’Anna ha subito negli ulti mesi.
Un centro non più chiuso e lontano dal territorio ma parte integrante.
La nascita di diversi laboratori, all’interno della struttura, ha consentito di far emergere le potenzialità artistiche e non solo di coloro che transitano nel centro di accoglienza di Sant’Anna.
In particolare, l’aver realizzato delle splendide bambole di pezza il cui ricavato andrà a sostegno dei loro connazionali in difficoltà  è stato motivo di grande soddisfazione. Con il ricavato della vendita delle “Pigotte” verranno infatti acquistati alcuni kit salvavita per i bambini delle zone più povere del mondo. Ciascuno di questi kit contiene infatti medicinali per la salute materna e infantile, vaccini contro le principali malattie killer, zanzariere che proteggono dalla malaria”. Non a caso lo slogan scelto per la promozione delle Pigotte, recitava: “Per ogni Pigotta adottata, una vita salvata” .
Grande la soddisfazione di Donatella Intrieri Fauci e Maria Francesca Puccio, per essere riuscite ad avvicinare, attraverso questa tre giorni la città ai volontari e agli ospiti del Regional Hub di Sant’Anna, contribuendo così a rompere il muro della diffidenza che purtroppo si è venuto a creare nei confronti di chi è costretto a lasciare la propria terra.