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Crotone – Cosenza, Oddo prima del derby: “L’aspetto mentale sarà decisivo, servirà una sterzata emotiva”

Dopo 17 anni esatti, torna di scena nel campionato cadetto il derby di Calabria tra Crotone e Cosenza. Una sfida fondamentale per entrambe le compagini rossoblù, invischiate nelle zone basse della classifica dopo un avvio di stagione al di sotto delle aspettative. Un andamento negativo che i pitagorici vogliono interrompere già lunedì sera allo Scida, sfruttando il match contro i cugini della Sila per ripartire invertendo la rotta una volta per tutte. Una voglia di rivalsa ribadita anche dal tecnico degli squali Massimo Oddo, che nell’antivigilia del posticipo valido per la tredicesima giornata di Serie B ha presentato il match ai microfoni della stampa.

Si tratta di un derby quindi le motivazioni aumentano ancora di più, semmai dovessero mancare. Anche se non credo – afferma l’allenatore del Crotone -. Siamo in una situazione difficile, è sotto gli occhi di tutti, soprattutto dal punto di vista della classifica. Stiamo lavorando tanto per cercare di ripartire alla grande e quella di lunedì sarà l’occasione giusta da cui bisogna partire per intraprendere un percorso che ci porterà il più lontano possibile.”

A parte gli infortunati di lungo corso Benali e Nalini, il tecnico degli squali potrà contare su tutti gli effettivi per il big match contro il Cosenza: “Stanno tutti bene. Martella si è allenato tutta la settimana, Marchizza qualche giorno in meno. Andrà in campo chi si è allenato di più e sicuramente chi mi dà più garanzie sotto l’aspetto fisico e mentale. Sarà una partita in cui dovremo mettere in pratica tutto quello che abbiamo fatto in questi giorni – continua il mister -. Questo è un gruppo che sta lavorando bene e sotto la mia direzione sta migliorando costantemente, sono convinto che la squadra cercherà di fare tutto quello che abbiamo preparato. L’aspetto mentale sarà decisivo. Dobbiamo scendere in campo e dare sin da subito una sterzata emotiva alla gara.

Il Cosenza è una squadra organizzata, gioca un buon calcio e non butta mai via la palla. Anche loro hanno qualche punto in meno rispetto alla reale forza dell’organico, stanno attraversando un momento difficile in classifica. Bisognerà avere i nervi saldi. Chi ne avrà di più avrà maggiori possibilità. Mi aspetto una squadra che quando avrà la palla cercherà di giocare e quando non ce l’avrà rimarrà chiusa e compatta per sfruttare le ripartenze. Forse il punto interrogativo più grande sarà capire come giocheranno. Perché hanno giocato un po’ in tutti i modi, ma poco importa. Noi dobbiamo andare in campo per vincere e basta, aldilà di chi abbiamo davanti e da come gioca. Stiamo cercando di trasmettere un certo tipo di mentalità – continua l’allenatore dei pitagorici -. Io voglio sempre in campo una squadra che sia vincente, e per vincente intendo una squadra che sia consapevole dei propri mezzi, che sappia capire anche i momenti di difficoltà ragionando nell’arco di tutta la partita. Una squadra vincente è anche quella capisce che a volte bisogna saper soffrire e farlo bene. Quando questa squadra capirà questi momenti diventerà una squadra importante perché i valori tecnici ci sono.

La spinta emotiva al pubblico dobbiamo darla noi. Se il pubblico vede una squadra agguerrita, determinata, che lotta su ogni pallone, corre e si aiuta, anche senza segnare si esalta. Perché vede che i ragazzi stanno dando tutto. Dipende solo ed esclusivamente da noi. Immagino che la nostra tifoseria sia arrabbiata almeno quanto lo siamo noi, se non di più, perché probabilmente è consapevole di avere una squadra che può fare molto di più di quello che sta facendo. Di questo ne sono convinto anch’io, ma allo stesso tempo sono convinto che questo gruppo ha bisogno solo di ripartire. Ogni calciatore è un uomo e ogni uomo intelligente riesce a capire che la pressione non deve dartela il pubblico ma deve nascere dentro di te. Perché dal momento in cui sei consapevole di essere in una società che punta a giocare per i vertici e si trova in questa posizione in classifica, se non hai la pressione che ti nasce da dentro vuol dire che non puoi nemmeno scendere in campo. Penso sia abbastanza normale che ogni singolo giocatore debba trovare le sue motivazioni dentro se stesso in questo momento. Io ho trovato una squadra che secondo me ha perso un po’ di autostima e deve ritrovarla. Con l’aiuto dell’allenatore che ti sprona e ti convince di determinate cose, dello staff e dei risultati. Per questo sono convinto che serve un bel risultato per poter ripartire e non fermarsi disputando un ottimo campionato perché abbiamo le carte in regola per farlo, mantenendo sempre la giusta umiltà.”

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