Editoriale

Crotone….città dai mille problemi ma anche dai mille volti

Crotone….città dai mille problemi ma anche dai mille volti. La realtà nella quale viviamo fa
registrare molte ambiguità che emergono ogni qualvolta viene pubblicata un indagine Istat.
Occupiamo i posti bassi della classifica quando si parla di occupazione, di famiglie in difficoltà, ma
al tempo stesso quando si parla di criminalità organizzata o beni di consumo le cose cambiano. La
graduatoria in questi casi ci regala una fotografia completamente diversa della realtà in cui
viviamo. Se ci soffermiamo sui beni di consumo ci rendiamo conto che qualcosa non va nel verso
giusto. Sembra infatti che tutto nella vita debba essere legato all’apparire e non all’essere.
Una città apparentemente superficiale in cui le aspettative da parte dei suoi abitanti non sono poi così distanti da coloro che vivono a Bolzano o a Partinico. Purtroppo la mancanza di lavoro spinge giovani e meno giovani ad andare via. Tra le maggiori aspettative dei giovani c’è infatti il desiderio di poter rimanere nella propria città ma la cosa diventa davvero difficile poiché si deve fare i conti con il lavoro che non c’è e quando c’è si tratta di lavoro mal pagato. Proprio così, si fa un gran parlare di emersione del lavoro nero ma in realtà ci si deve accontentare di quello che ti offrono perché per uno che rinuncia altri dieci diranno di si per molto meno. Per non parlare di quanti si rivolgono al potente di turno per un posto di lavoro che viene fatto passare come un favore fatto, quando in realtà si tratta di diritto negato. Quasi sempre, in questi casi si tratta di un lavoro temporaneo quasi sempre ottenuto in cambio del voto. Se solo ci si soffermasse su questo modo di agire ci si renderebbe conto che in realtà si tratta di qualcosa di provvisorio che non risolve il problema. Ma, visto l’andazzo, diventa difficile farlo comprendere. Diventa infatti molto difficile far comprendere ad un padre di famiglia  che non si deve bussare alla porta di questo o quel politico quando a casa c’è un figlio che lo aspetta. Una delle aspettative soprattutto dei giovani è una cultura nuova sul territorio che non faccia più registrare situazioni di questo tipo. Trovare lavoro nella propria città e possibilmente un lavoro pagato come si deve è quanto chiedono i giovani e non solo loro. Invece, c’è chi fa la valigia e lascia Crotone perché conosce bene le proprie potenzialità e vuole metterle a frutto. La famosa fuga di cervelli, quante volte ne abbiamo sentito parlare?! La mancanza di lavoro non crea economia e di conseguenza vengono a mancare anche le più semplici opportunità di svago per grandi e piccoli. Avete provato a fare un giro il sabato sera in città? Strade completamente deserte, sembra una città senza vita, o peggio ancora si rischia di incappare in liti tra giovinastri, molte volte in stato di ebbrezza, oppure, in bande di ragazzini intenti a compiere atti vandalici. Un altro sogno…spesso irraggiungibile è una casa…..ma come si fa a metter su casa in una città come Crotone dove il mattone costa più che a Milano?! Avete notato quanti cartelli “Vendesi” sono in bella mostra sui balconi della nostra città? Cartelli che testimoniano la situazione drammatica che Crotone sta vivendo. Quella casa che è costata sacrifici oggi viene messa in vendita perché la famiglia non riesce ad arrivare alla fine del mese. Provate a chiedere alle direzioni didattiche quante famiglie chiedono il nullaosta per il trasferimento dei loro figli nelle scuole del nord. Sono dati allarmanti che non dicono nulla di buono. Dalla chiusura delle fabbriche a Crotone non si è fatto altro che pensare ad istituire tavoli su cui discutere di sviluppo, tavoli che puntualmente non hanno portato a nulla. Non si fa che parlare di una popolazione apatica, indifferente ad ogni cosa ma in realtà la popolazione crotonese è semplicemente confusa. Una confusione legata principalmente a quanto abbiamo sino ad ora detto.
Una classe politica vecchia che non consente spazio ai giovani e che non riesce a costruire nulla di positivo perché troppo piena di se e lontana dalle reali esigenze della popolazione. In molti
vorrebbero che si attuassero progetti di sviluppo legati alle potenzialità del territorio ma si
preferisce discutere e non agire. Le aspettative alla luce del quadro economico drammatico che
questa città vive sono molteplici e chi avrebbe dovuto negli anni dare risposte non ha saputo
affrontare nessuno dei mille problemi che vive la città. Eppure chi viene da fuori è solito dirci:
“…avete molto e non sapete sfruttarlo…” parole che ci fanno male ma che corrispondono alla realtà.
Ci piaccia o no, le cose stanno proprio così. La poca gente che ancora scende in piazza a manifestare sostiene a chiare note che vuole un cambiamento radicale rispetto al passato. Cambiare è possibile creando occasioni concrete di sviluppo. Gli stessi imprenditori locali, oggi in grande difficoltà, meritano e soprattutto chiedono politiche creditizie che consentano alle loro aziende di rimanere in vita, invece si consente ai soliti “prenditori” di venire nel nostro territorio, di creare cattedrali nel deserto con promesse di lavoro che non si concretizzeranno mai, pronti a scappare via appena possibile con i fondi ottenuti.
Bene di tutto questo e di molto altro i crotonesi sono stanchi, si sentono soli, senza punti di riferimento.
Antonella Marazziti