Cronaca

Crotone, chiude il Bricofer: dodici dipendenti a casa nonostante il “Decreto Cura italia”

Nonostante il “Decreto Cura italia” che a decorrere dal 23 febbraio e per 60 giorni, sospende le procedure di licenziamento collettivo a Crotone c’è chi durante questa pandemia si ritrova senza lavoro.

Si tratta dei dipendenti del Bricofer di località Passovecchio a Crotone, a renderlo noto Salvatore Federico della Fisascat CISL che, attraverso un comunicato stampa, denuncia l’ennesima situazione drammatica sul fronte del lavoro nel territorio pitagorico.

12 dipendenti senza lavoro che vanno rafforzare l’esercito dei disoccupati di questa terrà così martoriata.

Sono stati gli stessi dipendenti, si legge nel comunicato di Federico a denunciare, nel corso di alcune assemblee sindacali che si registrava “sempre meno approvvigionamento della merce e dislocamento della stessa presso i punti vendita di Catanzaro e Cosenza”.

Da qui l’incontro, lo scorso 26 febbraio con l’azienda, nel corso del quale “l’azienda, alla presenza del suo AD, prospettava, in maniera molto cinica la chiusura del punto vendita di Crotone a seguito di cali di fatturato, ormai strutturali legati alla crisi imperante, con ulteriore aggravio dovuto alle aperture di attività circostanti da parte dei Cinesi. Ovviamente prosegue Federico – non potevamo non dissentire, quanto meno sulla forma e, come nostra consuetudine rappresentare tutta una serie di alternative con proposte tecnicamente percorribili e quindi utili a scongiurare i preventivati licenziamenti collettivi per cessazione attività. Tra le richieste, “in primis” quella di fare ricorso ad ammortizzatori sociali e dislocamento del personale negli altri punti vendita. Richieste che l’azienda non riteneva opportuno prendere nemmeno in considerazione. Lo scorso 13 marzo l’azienda ci ha inviato l’apertura della procedura di licenziamento collettivo per cessazione attività art. 4 e 24 legge 223/91. A questo punto come Fisascat non si considerava avviare esame congiunto per come previsto ma si impugnava tale procedura a conferma di quanto disciplinato dal decreto salva economia il quale preclude l’avvio alle procedure di licenziamento collettivo per 60 giorni e sospende quelle avviate dopo il 23 Febbraio e quindi non si potrà’ recedere dal contratto di lavoro per giustificato motivo ai sensi art 3 della legge del 15 luglio 1966 n 604. Al momento i lavoratori sono in ferie e il punto vendita lo si continua a svuotare. Diverse  – conclude Federico – sono state le nostre missive invitando la stessa azienda, in virtù del Decreto ad avviare procedura di richiesta di 9 settimane per la Cig, missive che ad oggi non hanno sortito risposta alcuna. Purtroppo, in un momento così drammatico a causa del Covid 19 che pone tutti davanti ad una prova difficilissima,aggiungere anche questa drammaticità e’ devastante e deleterio.  Per quanto lo stato attuale ci limita nella nostra quotidiana operosità, come CISL, come Fisascat siamo e saremo al fianco di questi lavoratori e delle loro famiglie, fino alla fine ,con l’augurio che tutto questo possa terminare il prima possibile e che finalmente ci sia quella capacità, forza, passione e consapevolezza nel ricostruire un tessuto sociale, economico imprenditoriale ormai depauperato e si ponga, al centro delle funzioni istituzionali, senza infingimenti, il LAVORO unico e vero strumento di democrazia” .