Cronaca

Crotone: Chiesto il proscioglimento per gli ex dirigenti e amministratori della Soakro

Il Procuratore della Repubblica di Crotone, Giuseppe Capoccia, ha chiesto il proscioglimento per gli ex dirigenti e amministratori della Soakro accusati di bancarotta fraudolenta, falso ideologico e abuso d’ufficio.
Si tratta di: Domenico Capozza, 57 anni, di Crotone, ex presidente e legale rappresentante della Soakro, Umberto Marrami, 76 anni,di Casole d’Elsa (Siena), ex amministratore, gli ex componenti ddel consiglio di gestione: Felice Benincasa 35anni, di Strongoli, Rita Procopi , 67 anni, di Crotone, Silvia Modesto 35 anni, di Crotone, Francesco Benincasa, 34 anni, di Crotone, l’ex presidente del Consiglio di sorveglianza Giovanni Carné, 56 anni, di Crotone e gli ex componenti Raffaele Villirillo, 44), di Cutro, Antonio Strancia, 41 anni, di Cirò Marina, Giuseppe Serravalle, 45 anni, di Mesoraca, Marianna Caligiuri, 43 anni, l’ex direttore generale Francesco Sulla, 50 anni, di Crotone, l’ex direttore amministrativo Michele Liguori 44 anni, di Strongoli, l’ex direttore tecnico Ettore Scutifero, 48) anni di Casabona e il geometra Luigi Paciello, 60 anni, di Catanzaro.
Come si ricorderà, il fallimento della società, interamente partecipata dal pubblico, che gestiva il servizio idrico integrato in provincia di Crotone venne dichiarato il 18 gennaio del 2016 mentre nel luglio del 2016 si concluse l’attività investigativa della Guardia di Finanza, circa la non aderenza alla normativa sui contratti pubblici dei lavori finanziati con fondi “FESR 2007-2013” nonché relativamente ad una situazione finanziaria non florida da parte della società pubblica.
In particolare il Procuratore Capoccia nel suo intervento ha puntato il dito contro il sistema della depurazione in Calabria, in riferimento a quanto sostenuto nell’udienza precedente dall’ex direttore generale Francesco Sulla che in quell’occasione parlò di “sistema squilibrato” in virtù del costo dell’acqua molto più elevato rispetto a quanto veniva rivenduta.  Capoccia, evidenziando la recente pronuncia della Corte di Giustizia UE che ha imposto all’Italia di pagare 25 milioni di euro per i ritardi nella messa a norma di reti fognarie e sistemi di depurazione delle acque di 74 centri urbani, tra cui Crotone è stato molto critico verso i suoi predecessori per la lungaggine con chi si sono svolti molti processi.
Un servizio quello fornito da Soakro che ha ruotato intorno a numerose criticità, partendo da una rete fognaria ormai obsoleta, abusivismo, cittadini morosi.