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Crotone: “Aziende fantasma”, un fenomeno sotto traccia nel mirino dell’Ispettorato del lavoro

Pubblicato il 16 aprile 2018 alle 12:42 - di Redazione

Ben due “aziende fantasma”  sono state individuate e sequestrate in un solo giorno, il 12 aprile scorso,  in due distinte attività svolte dal personale dell’Ispettorato del Lavoro e  dai militari del Nucleo carabinieri Ispettorato del Lavoro, congiuntamente all’Arma territoriale  e alla  Questura di Crotone.
In particolare, – si legge in un comunicato diffuso dall’Ispettorato del Lavoro –  nel corso delle attività, è emerso che in un cantiere edile ed in una falegnameria, attivi  in due distinti comuni della provincia di Crotone, venivano svolte attività economiche e di impresa in forma abusiva,  da parte di soggetti privi cioè di iscrizione alla  Camera di Commercio e completamente sconosciuti  alla Pubblica Amministrazione e alla Fiscalità generale..
Attività “invisibili” svolte nel più completo  ed evidente spregio  delle regole e in cui veniva  messa a rischio la  sicurezza del lavoro, non venivano pagate le tasse, rispettati i contratti di lavoro e le  leggi sull’ambiente, versati i contributi assicurativi e previdenziali,  esposto a rischi lavoratori e utilizzatori dei servizi.
Imprese completamente abusive che praticavano conseguentemente sleale concorrenza sul mercato  nei confronti di tutte quelle aziende che operano nella legalità e che anche in tal modo vengono messe a rischio della propria sussistenza economica.
Un fenomeno sotto-traccia  che sempre più spesso, come in questo caso,   – si legge in una nota dell’Ispettorato – emerge all’evidenza grazie alla concreta, integrata e  funzionale attività degli Enti e delle istituzioni preposte, tra i quali l’Ispettorato Nazionale del Lavoro svolge un ruolo fondamentale di presidio del territorio nel rispetto delle leggi.
Un altro  segnale – questo – di quanto occorra ancora fare  sul piano dei controlli nei settori più a rischio, e soprattutto di quanto occorra ancora agire sul piano culturale e della sensibilizzazione dell’opinione pubblica per far prevalere la “cultura” della legalità.

In sintesi, nel corso dell’attività, sono state:

  • denunciate alla competente Autorità Giudiziaria i due datori di lavoro di fatto, ritenuti entrambi responsabili, a vario titolo, di violazioni al D. Lgs. 81/2008 (Testo unico sicurezza suoi luoghi di lavoro),  in particolare  per non aver sottoposto i lavoratori alle prescritte visite mediche e adempiuto alla formazione e informazione relativa alla sicurezza dei lavoratori stessi;  uno dei due datori è stato altresì denunciato per reati in materia ambientale.
  • operato il sequestro penale di un fabbricato e il sequestro amministrativo e penale dei locali adibiti all’attività;
  • controllati 4 lavoratori, risultati tutti  “in nero”;
  • contestate sanzioni amministrative, elevate ammende per sanzioni penali,  recuperati contributi previdenziali ed assicurativi  per un importo complessivo di circa 28.000,00 euro.

 

ISTITUTO SANT’ANNA PIEDONE
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