Politica

Crotone: Antica Kroton, quel sentimento di stanchezza e rabbia che c’è in tanti di noi

Riceviamo e pubblichiamo
E’ imbarazzante leggere come sia ridotta un’area che avrebbe dovuto costituire, almeno nella sua propaganda, uno dei punti fondamentali per lo sviluppo dell’economia culturale e turistica  crotonese.
Dopo che sono trascorsi diversi anni dalla posa della prima pietra nel perimetro dell’Antica Kroton e quando le uniche cose tangibili di quel progetto potevano annotarsi nell’avvio di quei corsi di formazione per lavoratori in mobilità da reimpiegare negli scavi e nella sua recinzione, siamo a decretare l’assoluta inconsistenza dei primi e la distruzione della seconda.
Che poi quale sarebbe il fine del danneggiamento di una recinzione metallica in un’area in cui al momento vi è il nulla non è dato sapere. Certo la cosa enfatizza quel sentimento di frustrazione di molti cittadini che sono costretti sempre a fare i conti con l’abbandono dei suoi luoghi più evocativi e la sciatteria di una politica che non riesce proprio a coordinarsi sul “bene comune”.
E non fa alcuna differenza il colore politico, né la fanno i nomi degli interpreti del momento. Finché le amministrazioni saranno espressione di un modello di “politica” ben lontano dalla sua vera essenza, assisteremo sempre a balletti su responsabilità, bracci di ferro, discussioni infinite su chi prende la fetta più grossa e perché.
A quanto pare alcuni scossoni elettorali, certo non calabresi, non riescono a insegnare che occorrerebbe semplicemente smetterla con “l’affarismo”. Tale è la politica di governo dalle nostre parti, non altro. Non si opera quasi mai per soddisfare i bisogni della gente e quasi mai le azioni politiche sono dettate da una vera partecipazione alla crescita di questa parte di Sud. In altro modo non spieghiamo l’arretratezza, lo stagnamento sempre nelle stesse emergenze, la dispersione di fondi e le mancate ricadute occupazionali, economiche e sociali sui territori di piogge di fondi comunitari e non solo.
Non voglio attardarmi nel ripercorrere, in questo caso, l’iter e l’evoluzione di quel finanziamento contenuto nella famosa delibera Cipe avente ad oggetto esattamente il recupero e la valorizzazione di Antica Kroton. L’abbiamo letto talmente tante volte che finiremo molto presto per credere si sia trattato di una mera leggenda.
Quello su cui mi soffermo è appunto quel sentimento di stanchezza e rabbia che c’è in tanti di noi ogni volta che qualche nostro rappresentante regionale e nazionale annunciano la rimodulazione di fondi, il loro recupero e il presto avvio dei progetti. Solo nell’ultimo anno ne abbiamo contati almeno 5 di questi proclami. Iniziano a essere eccessivi e quasi schernenti rispetto ai molti che invece ancora continuano a credere che sia esattamente dalle risorse che abbiamo già che possa venire la fortuna di questa terra così bistrattata. E, in questo senso, gli europei di vela dovrebbero aver dato questo messaggio una volta di più.
Allora, piuttosto che continuare a leggere di impegni e attese e incontri e poi rinvii e poi ancora attese, mentre frattanto quel poco che c’era su quell’area scompare o viene vandalizzato, chiediamo al Governatore Mario Oliverio e ai vari protagonisti “mediatici” di questa vicenda  che fine ha fatto la deliberazione del 20 marzo 2015 n° 86 con la quale già venivano rimodulati i fondi per l’Antica Kroton, (diventati 61 milioni e 700 mila euro) e nella quale si dava “mandato” al dipartimento di “provvedere al trasferimento delle somme in favore del beneficiario”?
C’era il progetto, c’era il recupero e la rimodulazione e c’era la delibera per il trasferimento dei fondi necessari all’attuazione. Cosa mancava? Perché non vi hanno dato seguito? E perché, soprattutto, di quella deliberazione nessuno, né il Presidente Oliverio, né l’assessore Rizzo, né altri, per esempio, ha mai parlato né richiamato?
Forse perché bisognava aspettare il nuovo Sindaco e quindi esser certi degli equilibri politici al fine di meglio “dividere” incarichi, affidamenti etc, etc, o forse perché, allora come oggi, non c’è assolutamente accordo tra le parti su chi debba essere soggetto attuatore?
Perché poi, purtroppo, si tratta sempre della stessa questione: gestione=potere=conservazione di sé e della propria parte.
Ogni tanto ci piacerebbe si evitassero continui proclami e si lavorasse, magari insieme all’obiettivo preposto, con unico fine di esercitare davvero la politica e non semplicemente i ruoli di potere.
Ci piacerebbe che la parola “potere” appunto venisse esplicitata come verbo e non come sostantivo.
Forse non tutti invece si sono accorti che continuare a utilizzare schemi e sistemi di altro genere non farà che disperdere ancora occasioni, allontanare sempre di più la gente dalla politica e dalle istituzioni e decretare la definitiva morte di un bellissimo scorcio di Paese.
E per non renderci complici e in qualche modo favorire la partecipazione e la condivisione di obiettivi comuni vorremmo proporre agli enti locali il coinvolgimento, magari nelle forme di un comitato c.d. attuatore, di diversi soggetti non solo istituzionali e sindacali ma anche di quei gruppi, associazioni e tecnici che in qualche modo volessero contribuire a tutte le fasi del progetto “Antica Kroton”.
Consentire alla comunità, attraverso le sue espressioni sociali e professionali o anche di semplice cittadinanza di partecipare attivamente alla vita politico-amministrativa è un modo nuovo e forse non più eludibile per garantire sì trasparenza ma anche efficacia e efficienza a ogni relativa azione.

FILLY POLLINZI