Martedì 3 febbraio alle ore 17, il Museo Pitagora di Crotone ospiterà la presentazione del libro “Un’altra pelle”, ultima opera del giornalista Antonio Anastasi, che ripercorre la vita di Salvatore Cortese, ex killer della ‘ndrangheta diventato collaboratore di giustizia. L’incontro sarà occasione di riflessione sul coraggio, sulla legalità e sul potere della parola nel contrasto alla criminalità organizzata.
L’opera di Anastasi, pubblicata da Luigi Pellegrini Editore, ha già riscosso grande interesse a livello nazionale e internazionale, grazie alla capacità dell’autore di combinare rigore giornalistico, competenza scientifica e impegno civile. A firmare la prefazione è Antonio Nicaso, esperto di fama mondiale di criminalità organizzata, che sottolinea come Anastasi sia in grado di “leggere ciò che si muove sotto la superficie, collegare i fatti, riconoscere le continuità, i silenzi e le zone d’ombra”.
Il libro racconta la parabola di Cortese, cresciuto in un contesto dominato da violenza e obbedienza ferrea, che decide di rompere il codice dell’omertà: “Avevo una condanna a due anni e mezzo, non l’ergastolo da scontare, e mi sono accusato di dieci omicidi. L’ho fatto per uscire da questa porcheria”, afferma nel libro, scegliendo la verità e la legalità.
Alla presentazione interverranno, oltre all’autore, il Prefetto di Crotone Franca Ferraro, l’editore Walter Pellegrini, il docente Antonio Nicaso, il Procuratore della Repubblica Domenico Guarascio e il docente di Pedagogia dell’Antimafia Giancarlo Costabile. L’incontro sarà moderato dal giornalista Simone Puccio.
“Un’altra pelle” non è solo un libro di cronaca giudiziaria, ma un vero e proprio atto di impegno civile. Racconta la violenza concreta della ‘ndrangheta e la possibilità reale di spezzarla, restituendo la realtà dei fatti senza miti né demoni. Come sottolinea Nicaso, “la parola può essere una lama capace di aprire spiragli di verità dove per anni c’è stato solo il buio”.
La presentazione a Crotone segna un momento importante per la città e per il territorio, invitando studenti, cittadini e istituzioni a confrontarsi con la storia di chi ha scelto di dire “io non ci sto più” e di contribuire, con il proprio coraggio, a un futuro di legalità.
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